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Didattica ludica dell'italiano alle elementari: il sistema nominale

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13 ogni affermazione valida per tutte queste lingue avesse buone probabilità di avere una completa, o quasi, portata universale; in secondo luogo, essa fornisce la relativa frequenza di certi tratti grammaticali. La base dell’analisi degli universali sono il morfema e l’ordine delle parole, perché in esse è stata riscontrata una forte regolarità. Per morfema si intende la minima sequenza della parola dotata di significato. Secondo i principi evidenziati da Nida (Language, 1948) e ripresi da Greenberg, i morfemi sono definiti da tre parametri: l’identità di significato, la distribuzione complementare e il requisito riguardante i morfi di natura fonematica variabile, che se devono essere assegnati alla stessa unità morfemica, ci deve essere un’unità invariante con una distribuzione almeno altrettanto vasta. Per quanto riguarda la distribuzione complementare, si considerano alternative dello stesso morfema solo i membri della stessa serie strutturale, quelli cioè, sostituibili l’uno con l’altro all’interno dello stesso intorno tattico. Greenberg, sulla base delle definizioni sopra indicate, stabilisce alcuni criteri di classificazione11, alcuni dei quali sono molto simili a quelli adottati nella classificazione di Sapir. Essi sono i seguenti: 1. Il grado di sintesi e di complessità di una lingua. Considerato il morfema la minima sequenza significativa della parola, con il rapporto M/W (dove M = morfema; W = parola) si individua l’indice sintetico. Le lingue analitiche daranno risultati bassi circa questo indice, quelle sintetiche e polisintetiche rispettivamente, alti e molto alti. 2. La tecnica di costruzione. Ad un estremo si trovano le lingue in cui gli elementi significativi sono collegati con lieve o nessuna modificazione (agglutinazione); all’altro estremo vi si trovano le lingue in cui i vari elementi si fondono e si modificano reciprocamente. Il rapporto A/J (dove A = numero delle costruzioni agglutinanti; J = numero delle giunture di morfo) stabilisce l’indice agglutinante. 11 Cfr. Greenberg J., Un approccio quantitativo alla tipologia morfologica della lingua, in Ramat P., 1976, La tipologia linguistica, Il Mulino, Bologna, pp. 176 – 184.
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Didattica ludica dell'italiano alle elementari: il sistema nominale

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Informazioni tesi

  Autore: Sonia Baglieri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: lettere moderne
  Relatore: Rosaria Sardo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 181

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