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Evoluzione della comunicazione pubblicitaria del settore automobilistico in Italia dagli anni Settanta ad oggi

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9 1.1 - Gli anni Settanta Il motivo di questa poca presenza risiede nella specificità - o anomalia - tutta italiana chiamata “Carosello”. Nato nel 1957 sulla RAI, “Caro- sello” era l’unico strumento utilizzabile dalle aziende in Italia per fare pubblicità in TV, il mezzo di comunicazione che dai primi anni Sessanta diventa il più seguito dagli italiani 3 . “Carosello” è un vero e proprio programma, con una sigla di apertura e di chiusura ed è regolato da una serie di norme molto rigide, raccolte nelle “Note per la realizzazione della pubblicità televisiva” redatte dalla SACIS, società di produzione degli spot pubblicitari della RAI 4 . Queste norme della SACIS provocano una serie di conseguenze che contribui- scono alla costruzione dell’unicità del linguaggio di Carosello, fatto di scenette (gli “sketch”) mutuate dai programmi di intrattenimento tele- visivo e da un linguaggio secco e veloce (la scenetta deve durare almeno 105 secondi mentre la parte di pubblicità vera e propria ne dura 30). Senza dimenticare il contributo di attori e cantanti famosi che, grazie alla loro partecipazione a Carosello, vedono aumentare la loro popola- rità. Il programma ha da subito un grandissimo successo, anche perché la RAI in Italia è l’azienda monopolista del settore radiotelevisivo e fino al 1976 Carosello rimane l’unico appuntamento di intrattenimento in TV che ruota intorno alla pubblicità commerciale. Nessuno però ricorda un Carosello che pubblicizza una marca di auto- mobili. Perché Carosello era vietato alle auto. Il regolamento SACIS, infatti, vietava le pubblicità ad alcuni prodotti “di lusso” come crociere, gioielli, pellicce e, appunto, automobili 5 . È solo con l’avvento delle televisioni private, alla fine degli anni Settanta (vd. sentenza della Corte Costituzionale n.202 del 1976, che autorizza la tra- smissione via etere a livello locale) che assistiamo all’arrivo sulla tele- visione italiana dei primi spot pubblicitari, non più “caroselli”. E quindi anche degli spot sulle automobili. Quelli delle auto sono spot pubblicitari veri e propri, non scenette o brevi filmati di intrattenimento con un codino finale che parla del prodotto, 3 ISTAT – Serie Storiche, Intrattenimenti e Tempo Libero. 4 Daniele Pitteri, La pubblicità in Italia. Dal dopoguerra a oggi. (Laterza, 2006) 5 Sacis, “Codice di autodisciplina pubblicitaria”, 1958 e successivi.
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Evoluzione della comunicazione pubblicitaria del settore automobilistico in Italia dagli anni Settanta ad oggi

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Informazioni tesi

  Autore: Fabrizio Logrippo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università Telematica Internazionale Uninettuno
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Comunicazione, Media e Pubblicità
  Relatore: Enrico Cogno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 163

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