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Il Forte Malatesta ad Ascoli Piceno: analisi strutturale e documentaria finalizzata ad una proposta di rifunzionalizzazione di tipo museale.

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11 generale viene costruito sul luogo più alto detto ‘Piano di Corte’ presso la porta summa. A Salerno la sistemazione del Palatium viene fatta nei pressi della porta a mare. La vita e l’amministrazione civica si svolgeva nell’aula dei palatia trasformata secondo le abitudini tedesche in Saal, o luogo di riunione, oppure nella loggia sopra l’ingresso. 1 Gino PAVAN, Architettura del periodo longobardo, Milano, Electa, 1990, in I Longobardi a cura di Gian Carlo Menis, , catalogo della mostra allestita a Cividale dal 2 giugno al 30 settembre 1990. 2.4 Santa Maria del Lago e il ‘pes Liutprandi’ Secondo la tradizione Ascoli sarebbe stata distrutta nel 578 al momento della conquista di Faroaldo. In realtà, come afferma la Profumo, 1 veri e propri scavi archeologici e numerose occasioni di verifiche del sottosuolo non hanno mai portato alla luce strati di crollo tali da giustificare questa ipotesi. Al contrario la stretta continuità tra la città romana e quella medievale è garantita dalla sopravvivenza del tessuto urbanistico e dall’utilizzazione come chiese cristiane dei due templi romani. E’ quindi probabile che, nell’area del Forte Malatesta, i Longobardi si siano limitati a rafforzare il cassero di origine romana, magari adattandolo, come erano soliti fare, a palatium, con l’aggiunta di una Saal per le riunioni. L’unico riscontro di un possibile intervento longobardo è venuto però dall’analisi metrologica sulla chiesa di S. Maria del Lago. Dalle misurazione effettuate all’interno dell’edificio dodecagonale (vedi tabella) risulta infatti che il lato medio nel primo e nel secondo livello della chiesa è di 342 cm. Questa misura, messa in rapporto con tutte le unità di misura storiche conosciute e pertinenti (palmo romano, piede romano, braccio ascolano, braccio fiorentino, ecc.) è risultata essere un multiplo esatto di una sola delle suddette unità di misura. La misura di 342 cm. corrisponde infatti esattamente a 12 Piedi di Liutprando. 2 Osservando inoltre che il rapporto tra il lato del dodecagono e il Pes Liutprandi 3 (342 : 28,5 = 12) è uguale al numero dei lati della chiesa (12) risulta interessante notare la coincidenza. L’utilizzo del piede di Liutprando si può riscontrare con una certa sicurezza in diversi edifici longobardi. L’aula a pianta quadrata del Tempietto longobardo di Cividale 4 ad esempio misura 628 cm. di lato; 22 piedi di Liutprando corrispondono a 627 cm. La misura sembrerebbe già in uso agli inizi del VII secolo se è vero che la chiesa di S. Giovanni in Conca a Milano era lunga 53 metri 5 pari a 186 piedi di Liutprando (186 x 0,285 = 53,01 m.). Un’altra chiesa milanese ne conferma l’uso alla metà del VII secolo; si tratta di S. Maria di Aurona lunga 16,80 m. corrispondenti a 59 P.L. (59 x 0,285 = 16,815 m.). 6 L’uso di una misura chiamata ‘piede’ è documentato anche in una fonte del 1350, riguardante i lavori al fossato della rocca malatestiana di Ascoli. 7 Ciò porterebbe a credere che questa unità di misura possa essere rimasta in uso fino al Trecento. 8 Se così fosse sarebbe possibile formulare una nuova ipotesi sull’origine dell’impianto dodecagonale della chiesa di S. Maria del Lago: la prima edificazione, quella dodecagonale, potrebbe cioè essere
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Cenedese
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Vittorio Franchetti Pardo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

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