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Il processo di concentrazione bancaria in Italia. Il caso Antonveneta

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il diffondersi delle operazioni di acquisizioni di controllo, prima di quella data solo sporadiche. La maggior parte delle concentrazioni ha riguardato inizialmente i gruppi bancari medio piccoli e ha favorito la creazione di banche di dimensioni medio grandi caratterizzate da un forte radicamento territoriale e da un mix produttivo che, seppur in rapida evoluzione, era ancora di tipo tradizionale. L’effetto delle fusioni sulla concentrazione del sistema può essere apprezzato osservando alcuni indicatori di struttura del mercato bancario italiano. Dal 1980 al 1986 la frequenza media delle concentrazioni è stata 9 operazioni all' anno; nel triennio 1987-1989 si è registrato un primo incremento del fenomeno con una media annua di 20 operazioni; tra il 1990 al 1994 è stata registrata un' ulteriore accelerazione, con la realizzazione di 30 iniziative l'anno; infine dal 1995 al 2000 è stata raggiunta una media annuale di 34 operazioni. Un’altra osservazione è che rispetto alle 111 operazioni di concentrazione avvenute nel corso del decennio 1989-1999, che avevano interessato una parte molto limitata del settore, (il 3,4% degli impieghi complessivi), si sono realizzate 514 operazioni nel successivo periodo 1990-2000, rappresentative di una quota di mercato di oltre il 23%, mentre tra il 2002 e il 2006 è sceso a 122 il numero di operazioni straordinarie. Grazie al predetto processo, il sistema bancario italiano ha assunto una struttura più simile a quella degli altri Paesi industrializzati. Nel periodo 1990-2000 il numero di banche in Italia si è ridotto da 1156 a 937 unità, al 2006 il numero di istituti di credito si è attestato a 791 unità. In Italia, gli attivi coinvolti in processi di aggregazione e consolidamento sono cresciuti tra il 1992 ed il 2006 al tasso medio annuo composto del 20%. In Europa la crescita è stata del 13%, quasi la metà. Una recente indagine condotta da PriceWaterhouseCoopers ha sottolineato come nel 2006 quasi la metà delle operazioni di fusione ed acquisizione realizzate nel settore finanziario europeo sia avvenuta proprio in Italia. In termini di totale attivo, la quota posseduta dai primi cinque gruppi bancari è passata dal 29% del 1990 - percentuale al di sotto del valore medio europeo, allora pari a 35% - al 55% del 2006 pari al livello medio europeo. Vi è da aggiungere che, se si considerano sia le operazioni realizzate all’inizio del 2007 che quelle annunciate, tale valore sale addirittura al 61,9%. Il dato dell’Italia per il 2006 si collocherebbe, in sostanza, su un valore nettamente superiore a quello tedesco (26% nel 8
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Il processo di concentrazione bancaria in Italia. Il caso Antonveneta

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Vitiello
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative
  Corso: Amministrazione, Finanza e Controllo
  Relatore: Maurizio Lombardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

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Parole chiave

acquisizioni
banca
banche
fusioni
m&a
metodi valutativi
processo di concentrazione
valutazione di azienda

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