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Il prodotto musicale tra industria e artigianato

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11 produzione musicale che si sposta verso le corti dei nobili: l’artista passa dall’essere uno schiavo al rappresentare un oggetto d’arredo indispensabile, come fosse un jukebox. Se da una parte gli editori musicali non sono dotati di mezzi sufficienti per rischiare con proposte innovative, dall’altra le copisterie alle quali si rivolgono svolgono un servizio pessimo con molti errori di trascrizione. Inoltre bisogna aspettare fino ai primi del ‘900 perché si abbia la protezione dei diritti intellettuali con l’esclusiva di stampa, almeno nella propria zona, e anche perché sia negli Stati Uniti che in Europa ci si doti di enti istituiti allo scopo di raccogliere i proventi derivanti dai diritti sull’esecuzione dell’opera(in Francia la SACD nasce già nel 1829, nel 1982 la SIAE in Italia e nel 1915 la GEMA in Germania)(Harris, 2006). L’editoria musicale si sviluppa molto in Germania già a partire dalla seconda metà del ‘700, ma diventa industria solo ai primi decenni del ‘900 quando gli Stati Uniti diventano il centro di maggiore importanza per la produzione e diffusione della musica moderna. Dal 1885 fino circa al ’29 Tin Pan Alley è il nome dato all’insieme di editori e compositori musicali che si raccolgono a Manhattan e che per tutto questo periodo prendono letteralmente il controllo della musica popolare americana; i generi che propongono si allargano da cakewalk e ragtime a blues e jazz. La fortuna degli editori di musica stampata, venduta per essere poi riprodotta nelle case, finirà gradatamente nei primi decenni del ‘900 a vantaggio delle compagnie di registrazione. Nel 1877 Edison perfeziona il fonografo: è infine nato il settore discografico in seguito a un lungo percorso di evoluzione delle tecnologie di registrazione. E’ infatti sin dal Medioevo che parallelamente allo sviluppo della notazione musicale vengono creati strumenti meccanici che riproducano il suono in modo automatico come ad esempio gli organi idraulici, i carillon fino ad arrivare ai pianoforti pneumatici della seconda parte dell’800. Con questi ultimi si possono ritrovare già tutti gli elementi basilari per la conservazione fedele delle opere musicali, cioè la registrazione unita alla capacità di riproduzione dei suoni in modo abbastanza naturale ed espressivo. I musicisti di fama si rifiuteranno a lungo di usare il grammofono con una qualità del suono pessima, concedendosi piuttosto ai pianoforti meccanici diffusi nei locali pubblici fino al ’29. Sempre nello stesso periodo inoltre cresce il numero dei jukebox, le scatole musicali funzionanti con l’introduzione di una monetina che più avanti saranno il simbolo dei bar dei teenager americani. La loro importanza nella storia del settore discografico si modifica nel tempo: prima di diventare popolari anche nel Nord America erano diffusi nel Sud in quanto mezzo di diffusione della musica non suonata dalle radio,
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Il prodotto musicale tra industria e artigianato

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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Bertana
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Antonio Tencati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 104

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