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La comunicazione nella fantascienza

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4 rifugiarsi presso una comunità di barboni, ai margini della città. Abbiamo a questo punto la felicissima invenzione narrativa degli uomini-libro. L'ultima parte del romanzo è centrata su queste figure di emarginati che si sono organizzati in una sorta di biblioteca vivente. Si tratta di ex-docenti ed intellettuali in un esilio volontario, dimenticati dalla società, personaggi poetici e ottimisti. Ciascuno di loro ha imparato a memoria un libro a lui particolarmente caro, per la paura di perderlo, all'inizio per caso, senza un progetto sistematico. Esistono anche delle copie sparse presso varie comunità, nel caso che succeda qualcosa ad un individuo. I libri imparati a memoria vengono poi tramandati oralmente ai figli, e da questi ai nipoti fino al giorno in cui si sperache , in un futuro migliore, i libri verranno ristampati. Ognuno di questi ribelli è un “archetipo vivente” 16 , conosciuto col nome del libro di cui è custode, in molti casi l'ultima copia esistente al mondo; una copia vivente, si badi bene, dal momento che anche presso di loro i libri vengono bruciati, dopo essere stati memorizzati. "Leggevamo i libri e poi li bruciavamo, per paura che ce li trovassero in casa. I microfilm non servivano, eravamo sempre in viaggio, non volevamo dover sotterrare il film in attesa di ritornare. Sempre il rischio di essere scoperti! Meglio tenersi tutto quanto in testa, dove nessuno può venire a vedere o sospettare nulla! Noi siamo tutti pezzi e bocconi di storia, letteratura, codice internazionale, Byron, Tom Paine, Machiavelli o Gesù Cristo (...) Trasmetteremo i libri ai nostri figli, oralmente, e lasceremo ai nostri figli il compito di fare altrettanto coi loro discendenti. Naturalmente, molte cose andranno perdute, con questo sistema. (...) La cosa più importante che abbiamo dovuto piantarci duramente in testa fu che non contavamo, che non eravamo importanti, non dovevamo considerarci e non dovevamo essere dei maestri: non dovevamo sentirci superiori (...) Alcuni dei nostri vivono in piccole città, in paesi e villaggi: il Capitolo primo, il Walden di Thoreau, abita a Green River, il Capitolo Secondo a Willow Farm, Maine; diammine c'è un paesino nel Maryland, con soltanto ventisette abitanti, nessuna bomba colpirà mai quel villaggio, che rappresenta la raccolta completa dei Saggi di un uomo chiamato Bertrand Russell. E quando la guerra sarà finita, uno di questi giorni, o uno di questi anni, si potranno riscrivere i libri, e la gente sarà chiamata, le persone verranno a una a una a recitare quello che sanno e noi ristamperemo ogni cosa, fino a quando le tenebre di un nuovo Medio Evo non ci costringeranno a ricominciare tutto da capo. Ma questa è la cosa meravigliosa dell'uomo: che non si scoraggia mai, l'uomo, o non si disgusta mai fino al punto di rinunciare a rifar tutto da capo, perché sa, l'uomo, quanto tutto ciò sia importante e quanto valga la pena di essere fatto." 17 Intanto la città in lontananza viene rasa al suolo durante un bombardamento, cancellando la vecchia civiltà; qua e là nel romanzo erano infatti apparsi accenni ad aerei militari che sorvolavano la città e ad un conflitto lontano, marginale alla narrazione ma interessante per il nostro discorso iniziale sul rapporto comunicazione-guerra. Restano Montag e i vagabondi intellettuali col compito di ricostruire tutto. Come la mitica Fenice che risorge dalle sue ceneri l'uomo ricomincia sempre tutto da capo. Nel 1966 François Truffaut trae l'omonimo film dal romanzo di Bradbury, sostanzialmente fedele al libro 18 . Il film si apre con immagini di antenne televisive ed una voce femminile che ci informa sugli attori e sul regista (una trovata, quella di bandire la scrittura persino dai titoli di testa, che vuole riallacciarsi al tema della storia). Sono poche le differenze col libro degne di nota; nella pellicola ad esempio il personaggio di Clarisse (Clarissa nel film, interpretata da Julie Cristhie) ha maggiore spazio. Manca il “segugio meccanico” in caricato della caccia a Montag, le corse in automobile ed in generale l'aspetto più tecnologico del romanzo. La fuga del protagonista è più breve. Vediamo la casa di Montag e Mildred (Linda nel film, interpretata anch‟essa dalla Cristhie) dominata da uno schermo televisivo e da almeno tre telefoni; nella scena dell'avvelenamento della moglie, Montag passa da un telefono all'altro. In un'altra scena lo vediamo in poltrona mentre sfoglia un curioso giornale a fumetti privo persino delle classiche nuvolette. Quando scopre il piacere della lettura, comincia da un libro di Dickens seguendo le parole stampate col dito e leggendo lentamente e a voce alta come un bambino delle elementari. Il regista rende omaggio a Bradbury inserendo l'immagine delle sue Cronache marziane che bruciano nell'immenso rogo in casa della vecchia, insieme ad altri titoli della letteratura mondiale dell'Otto-Novecento. Truffaut dichiarò di voler dare l'impressione che bruciassero uomini anziché libri. Anche il film si chiude con la visione fiduciosa del mondo degli uomini-libro, mentre cade la prima neve dell'inverno.
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La comunicazione nella fantascienza

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Acciai
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Luca Toschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

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