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La comunicazione nella fantascienza

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8 2. Gli autori dimenticati Nei mondi futuri immaginati da alcuni autori si prefigurano tempi duri per la letteratura del passato. In qualche caso resta un gruppo di ribelli che ne tramandano la memoria, come in Fahrenheit 451. Abbiamo già visto i fantasmi degli autori esuli su Marte nel racconto di Bradbury “The exiles” e analizzeremo più avanti il caso di Orwell e di Huxley. Si tratta spesso di una battaglia persa e i classici sono destinati a soccombere insieme agli ultimi strenui difensori, in nome del progresso e di una società dominata dalla scienza. E' il caso di un curioso romanzo di Jules Verne (1828-1905), Paris au XX e siècle 1 , abbandonato alla prima stesura nel 1863 e pubblicato solo nel 1994 dalla casa editrice francese Hachette che annunciò con grande clamore questa riscoperta. Anche questo romanzo, come molte delle opere prese in considerazione, rientra nel genere della distopia. Verne immagina la capitale francese nel 1960, quasi un secolo nel futuro rispetto alla sua epoca, come una città dominata dalla tecnologia, con moderne linee metropolitane, le automobili (qui chiamate gaz-cabs traducibile in gasmobili), la folla, la luce elettrica che illumina i boulevard, con straordinaria preveggenza. Siamo in pieno clima positivista; Verne ci mostra tuttavia una scienza degenerata nell‟adorazione delle mac chine e del denaro e nel ripudio di tutto ciò che non è „pratico‟, come l‟arte e la poesia. Il romanzo si apre con la descrizione della cerimonia annuale di distribuzione dei premi della Società Generale di Credito Istruzionale, un enorme istituto scolastico che riunisce in sé tutti i livelli d‟istruzione, dalle scuole elementari all‟Università. L‟educazione ha raggiunto tutte le classi sociali cosicché “se nessuno leggeva più, almeno tutti sapevano leggere, e addirittura scrivere” 2:; l‟istruzione scolas tica è diventata nel 1937, un‟impresa privata perché “costruire e istruire è tutt‟uno per degli uomini d‟affari, visto che l‟istruzione, in fondo, non è altro che un tipo di costruzione, solo po‟ meno solido” 3 . Naturalmente le materie privilegiate sono quelle scientifiche ed economiche, mentre quelle umanistiche risultano sacrificate. Gli insegnanti di lingue antiche si ritrovano con classi di tre allievi, a volte uno solo, e per giunta poco interessati. Infine vengono soppresse. Lo stesso francese, irrimediabilmente corrotto dall'inglese, viene trascurato a vantaggio delle altre lingue vive, soprattutto quelle orientali. Il protagonista, un giovane di nome Michel Dufrénoy, uno dei pochi artisti rimasti, ritira il premio per una composizione in latino (il premio consiste in un libro di economia) arrossendo per la vergogna tra l‟ilarità generale. L‟intero romanzo oscilla continuamente tra il tragico e il comico. Michel, figlio d‟arte, rimasto orfano nell‟infanzia è ospite poco gradito in casa dello zio banchi ere, uomo pratico ma insignificante (“disprezzava sovranamente le arti, e soprattutto gli artisti, per dare a credere che li conosceva; per lui, la pittura si fermava al bozzetto, il disegno all'assonometria, la scultura al calco, la musica al fischio delle locomotive, la letteratura ai bollettini della Borsa.” 4 ) Questi impone al nipote un lavoro da ragioniere nella sua banca, occupazione per la quale non è evidentemente portato. Dopo una serie di incidenti e figuracce viene assegnato alla dettatura del Libro Mastro. Qui conosce Quinsonnas, musicista clandestino che, in attesa di tempi migliori, redige il gigantesco libro mastro, alto venti piedi con pagine larghe tre metri, dotato di un meccanismo intelligente per orientarlo come un telescopio e con un sistema di passerelle che si alzano e abbassano. I due diventano subito amici e frequentano insieme la casa di un altro zio di Michel, Huguenin, rinnegato dalla famiglia perché amante della letteratura antica. Questo terzo personaggio, che si unisce al piccolo gruppetto di “bocche inutili per la società” incoraggia ed insieme mette sull‟avviso il nipote sui rischi di tale mentalità. Notare che qui la lettura non è proibita dalla legge come nel romanzo di Bradbury, tuttavia il destino di chi non si allinea col resto della massa non è meno duro: Michel, esaltato dallo spirito degli antichi scrittori, morirà di fame e
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La comunicazione nella fantascienza

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Acciai
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Luca Toschi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

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