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La distribuzione del reddito dentro e tra le classi sociali: un confronto internazionale

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11 Il punto di partenza è che il reddito nazionale può essere visto come una somma di consumi e di investimenti. Si suppone inoltre che i consumi dei lavoratori coincidono con i salari e i consumi dei capitalisti coincidono con i profitti. Se la società è divisa nelle due classi degli imprenditori e dei lavoratori, per le imprese che agiscono in un‟economia chiusa, l‟unica forma di costi è rappresentata dal lavoro. Kalecki dichiara che il grado di monopolio delle imprese determina il margine di profitto che esse sono in grado di realizzare rispetto ai costi, e cioè rispetto ai salari pagati. Una volta determinato il profitto viene determinata anche la distribuzione del prodotto nazionale nelle due quote del salario e del profitto. Allora la distribuzione del reddito nazionale è determinata dal grado di monopolio delle imprese, e va quindi considerata come un elemento dato in ogni situazione.20 Un altro fattore importante nella visione kaleckiana è costituito dall‟idea che la spesa dei lavoratori e quella dei capitalisti sono diversamente articolate. Infatti, i lavoratori acquistano i beni di consumo solo se hanno in precedenza un reddito monetario; i consumi dei lavoratori dipendono quindi dai salari erogati, questo sotto l‟ipotesi semplicistica che i salari vengono spesi per intero per acquistare beni di consumo. La spesa degli imprenditori capitalisti, invece, è indipendente dal reddito dal momento che esiste il finanziamento bancario. Siccome i capitalisti devono quanto meno chiudere i loro conti in pareggio è necessario che attraverso l‟attività produttiva si formi un reddito tale da coprire le spese e tale da restituire alle banche il finanziamento. Quindi in equilibrio ci deve essere un volume di profitti tale da coprire i consumi dei capitalisti e i loro investimenti. Kalecki afferma che “poiché i lavoratori devono prima guadagnare per poter spendere, essi spendono quanto guadagnano; poiché invece i capitalisti spendono anche senza avere alcun guadagno preventivo, e sarà l‟equilibrio del si guadagnano da vivere non in quanto imprenditori ma in quanto proprietari terrieri, lavoratori o capitalisti. Schumpeter sosterrà che questa costruzione teorica è brillante ma incapace di far presa sulla realtà. Screpanti e Zamagni (2004) Volume I. 20 Graziani (1992).
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La distribuzione del reddito dentro e tra le classi sociali: un confronto internazionale

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Informazioni tesi

  Autore: Mario Altavilla
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi del Sannio
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Emiliano Brancaccio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 152

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Parole chiave

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sperequazione reddituale
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