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Tra carcere e territorio: la sperimentazione dell'agente di rete per il reinserimento sociale dei detenuti. L'esperienza della casa circondariale di Bergamo.

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13 detentiva sia, per sua natura, criminogenetica; in particolare si ritiene che vi sia una correlazione diretta tra processo di prisonizzazione, comportamento antisociale e fallimento dopo il rilascio. Particolare attenzione deve dunque essere rivolta all‟ambiente carcerario e alle modalità di realizzazione della pena, che dovrebbe consistere in un trattamento rieducativo del condannato, nelle forme più appropriate al caso specifico, al fine di agevolarne la risocializzazione e farne un cittadino rispettoso della legge. Ciò non significa, si badi bene, cercare di ottenere detenuti obbedienti e disciplinati, ma persone attive e responsabili; per questo ampio spazio dovrebbe essere riservato alla formazione professionale, all‟educazione scolastica, all‟attività lavorativa, ecc. In questo filone trattamentale si inseriscono anche le cosiddette misure alternative, quali l‟affidamento in prova al servizio sociale e la semilibertà, introdotte in Italia nel 1975 con la riforma dell‟ordinamento penitenziario, a cui si è poi aggiunta la detenzione domiciliare nel 1986. Anche le misure alternative sono state oggetto di numerose ricerca atte a verificarne l‟efficacia ai fini del reinserimento sociale, le quali sembrano dimostrare che tali misure sono sì consigliabili per evitare gli effetti negativi del carcere, ma non contribuirebbero in maniera diretta ad aumentare le possibilità di reinserimento delle persone sottoposte a questa misura (Bandini, 1991). D‟altra parte le misura alternative alla detenzione godono troppo spesso, presso l‟opinione pubblica, di una fama negativa alimentata dai mass media, che tendono frequentemente ad enfatizzare episodi di recidiva commessi in tali occasioni, generando pregiudizi ingiustificati che squalificano l‟importanza di tali iniziative per la risocializzazione del condannato (Leonardi, 2007). In realtà, almeno per quanto riguarda l‟Italia, i dati forniti dall‟Osservatorio delle misure alternative presso la Direzione generale dell‟esecuzione penale esterna del Ministero della Giustizia, rivelano un quadro assai favorevole per le misure alternative: se si rileva, infatti, la percentuale di recidive commesse dagli affidati ai servi sociali si può facilmente notare che essa è solamente del 19%, contro un 81% di affidati che conclude positivamente il proprio percorso. Inoltre, confrontando i tassi di recidiva degli affidati e dei detenuti emerge chiaramente la netta maggioranza di recidive per i detenuti: secondo una rilevazione dell‟ufficio statistico dell‟amministrazione penitenziaria, nel 1998, su 5772 condannati scarcerati, più del
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Informazioni tesi

  Autore: Roberta Bettoni
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie
  Corso: Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali
  Relatore: Alberto Giasanti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 166

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Parole chiave

agente di rete
carcere
carceri e territorio

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