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Boris: decostruzione di una fiction all'italiana

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Anteprima della tesi: Boris: decostruzione di una fiction all'italiana, Pagina 7
12
i nuovi obblighi legislativi sulle quote di produzione di fiction e film. 
Condizioni, queste, che porteranno nel tempo allo sviluppo di 
un’industria dell’audiovisivo in grado di ridurre fortemente la distanza 
13
dagli altri grandi Paesi europei”. 
In particolar modo è la Rai a rispondere all’inversione di tendenza e alle 
trasformazioni del contesto competitivo e di mercato ristrutturandosi internamente 
e scommettendo proprio sulla fiction come genere di punta, intuendone il 
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potenziale di sviluppo e di appeal nei confronti del pubblico. 
Seconda chiave di volta attraverso cui viene operata una parziale riconversione 
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della produzione italiana, sempre secondo il parere di Lucherini, è l’introduzione 
anche in Italia della macchina produttiva-industriale del serial drama quotidiano 
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con Un posto al sole, la prima soap opera domestica, realizzata da autori e 
strutture italiani con l’ausilio del know how degli specialisti della Grundy (casa 
produttrice del format australiano originario Neighbours, 1985), che esordisce su 
Raitre nell’autunno del 1996. 
“Accompagnato da banali e stereotipate polemiche pseudo culturali – 
contro la colonizzazione culturale […] e contro la lunga serialità in 
genere – ‘Un posto al sole’ è riuscito ad affermarsi, in condizioni non 
facili, come un programma di successo e ha avuto il merito di introdurre 
in Italia i modi di scrittura e di produzione industriale tipici della soap 
che hanno contribuito a rinnovare l’intero comparto della fiction 
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italiana”. 
12
 Un’importante spinta all’incremento nella produzione di serialità è ulteriormente data, sempre 
da quanto riporta Costanzo, dalla legge 122/1998: «nata per adempiere finalmente alle direttive 
della Comunità europea. Più della metà del tempo mensile totale di trasmissione delle emittenti, 
depurato però dei notiziari, manifestazioni sportive, giochi televisivi, pubblicità, teletext, talk 
show e televendite, deve essere riservato a opere europee di diversi generi e prodotte almeno per la 
metà negli ultimi cinque anni. Il 10% del tempo di diffusione, con la stessa depurazione, deve 
essere riservato di norma alle opere europee; per il servizio pubblico la percentuale è elevata al 
20%» (in M. Costanzo, F. Morandi, Facciamo finta che. L’industria televisione: produrre fiction 
seriale, cit., p. 21). 
13
 A. L. Natale, Reinventare la tradizione. Novità e ripetizione nella fiction tv in Italia, Roma, 
Mediascape Edizioni, 2004, p. 35. 
14
 D. Cardini, La lunga serialità televisiva. Origini e modelli, Roma, Carocci, 2009, p. 156. 
15
 F. Lucherini, “La lunga serialità in Italia: una breve storia”, in Script 34, cit., p. 50. 
16
 Citando Grasso: «Per dare un giudizio su Un posto al sole (Raitre, ore 18.20, replica ore 20.15) 
bisogna aspettare il 125° episodio. Così si sono espressi gli australiani della Grundy, la 
multinazionale della comunicazione che esporta format e idee di televisione. Da un’idea di 
Giovanni Minoli, arriva dall’Australia una scatola piena da riempire, secondo i gusti e le tradizioni 
nostrane, un formato esportato in tutto il mondo adattabile alle diverse esigenze. Un posto al sole 
si presenta come una serie non così bella da gridare al miracolo né così brutta da gridare allo 
scandalo. I titoli di coda, inusuali, sono spie di un nuovo modo di produzione sovranazionale. […] 
Con Un posto al sole si gioca la sfida tra la serie d’autore (quasi sempre fallita in TV) e quella 
industriale o, come si dice, “a basso costo”» (in A. Grasso, Storia della televisione italiana. I 50 
anni della televisione, cit., pp. 620-621.) 
17
 F. Lucherini, “La lunga serialità in Italia: una breve storia”, in Script 34, cit., pp. 51-52. 
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Informazioni tesi

  Autore: Federica Giudici
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Linguaggi dei Media
  Relatore: Giorgio Simonelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 187

FAQ

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