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Come si racconta(va) la guerra: il conflitto del Kosovo nelle cronache del ''Corriere della Sera'' e del ''manifesto''

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quotidiani italiani, per giunta abbastanza distanti tra loro come il Corriere della Sera 
e il manifesto, fornisce una base di osservazione particolare, da un punto di vista sia 
qualitativo (in un certo senso, trattandosi di periodici coevi al conflitto del 1999, 
potrebbero integrare la schiera delle fonti primarie a disposizione) che quantitativo 
(dato che tutti i 78 giorni di bombardamento sono stati seguiti con grande attenzione 
da entrambi i quotidiani). 
Ho inserito una introduzione storica dedicata ad avvenimenti salienti della storia del 
Kosovo, partendo dalla famosa battaglia di Kosovo Polje del 1389, offrendo poi una 
sintetica panoramica della storia di questa regione nel ventesimo secolo. 
Sono stati poi presi in considerazione articoli, editoriali e cronache riferiti a tre episodi 
del conflitto: lo scoppio della guerra, il 24 marzo; il bombardamento Nato sulla sede 
televisiva serba a Belgrado del 23 aprile e l’accordo di pace firmato a Kumanovo il 9 
giugno 1999. 
Ho preso in esame anche articoli dedicati a un episodio precedente l’inizio dei 
bombardamenti, ovvero l’eccidio di Raçak, risalente alla metà di gennaio del 1999, 
che ha rappresentato una motivazione importante, agli occhi dell’opinione pubblica, 
per lo scoppio del conflitto due mesi dopo. 
Ogni capitolo è introdotto da una breve cornice temporale. Per gli episodi della guerra 
che ho scelto di prendere in considerazione, ho letto le pagine dedicate dai due 
quotidiani del primo e del secondo giorno seguenti gli avvenimenti, e talvolta anche di 
qualche giorno successivo, se ritenevo ci fossero interventi o articoli interessanti che 
fornivano ulteriori indicazioni sul modo in cui i due quotidiani raccontavano gli 
episodi analizzati. 
I titoli rivestono un ruolo importante nell’analisi condotta in questo elaborato. È stato 
stimato che il “lettore tipo” dei quotidiani nazionali, formati da circa quaranta-
cinquanta pagine, con una media di dieci minuti dedicati ad ogni pagina, dovrebbe 
metterci almeno cinque o sei ore per leggerlo da cima a fondo. La maggior parte dei 
lettori dedica alla lettura del giornale meno di trenta minuti
4
. Questo fatto, come ben 
sanno gli esperti di informazione, è centrale nella definizione dei titoli, che 
contribuiscono a ridurre i tempi di lettura del quotidiano in quanto forniscono al lettore 
                                                        
4
 Cfr. Alberto Papuzzi, in collaborazione con Annalisa Magone, Professione giornalista. Le tecniche, i 
media le regole. [Roma]: Donzelli, [2010], p. 193.

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Informazioni tesi

  Autore: Arianna Barone
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Informazione ed Editoria
  Relatore: Alberto Giordano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 192

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