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Contributo alla carta archeologica di Antium

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5 Fondamentale si è rivelato lo spoglio sistematico di tutti i volumi delle Notizie degli Scavi, un repertorio in cui sono raccolti i dati di scavo provenienti dall’intero territorio nazionale. Le informazioni così desunte sono state incrociate e correlate con le notizie delle fonti letterarie antiche (soprattutto Dionigi di Alicarnasso, Tito Livio, Tacito, Svetonio). Considerevoli informazioni sull’assetto post-antico dell’area sono state ricavate anche grazie allo studio della cartografica storica, raccolta ne Le piante del Lazio di A.P. Frutaz (Roma 1972), consultato a più riprese presso la British School at Rome. Un altro ricco polo documentario, consultato di frequente, è costituito dall’Archivio del Museo Civico Archeologico e dalla Biblioteca Comunale di Anzio. Hanno completato la raccolta documentaria specifiche ricerche condotte presso l’Archivio Centrale di Stato di Roma (sedi di Sant’Ivo alla Sapienza per il periodo pre-unitario e dell’EUR, per i periodi successivi). Sono stati fatti tentativi di accesso alla documentazione presente nell’archivio della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, la quale però necessita di molto tempo per raccogliere i documenti di interesse in base alla richiesta. È stata infatti comunicata una lista di attesa di sei mesi circa prima di poter visionare l’intero materiale relativo ad Anzio. Si è quindi scelto di reperire estratti della documentazione edita tramite la lettura dei testi più aggiornati. I punti di ritrovamento – reperti mobili e strutture – sono stati inseriti in un database appositamente predisposto e ordinati con una numerazione progressiva. Frutto di questa schedatura preliminare è stata la stesura del catalogo descrittivo, arricchito, quando possibile, da foto e planimetrie edite e inedite. Le numerose attestazioni archeologiche sul territorio sono state verificate, quando consentito, attraverso ricognizioni sul campo. In questo modo è stato quindi possibile validare la corretta localizzazione dei contesti e constatare talvolta le criticità esistenti tra le strutture antiche e il tessuto urbanistico circostante. I contesti oggetto di verifica puntuale sono stati la villa di Nerone, l’Arco Muto, il teatro romano, la cisterna di Via Tripoli. La ricerca sul campo è stata influenzata dalle condizioni di visibilità del terreno e dall’apertura al pubblico di determinati contesti. L’intero dossier documentario è stato graficizzato attraverso l’elaborazione di una cartografia archeologica. La gestione dei dati geografici è stata condotta in ambiente GIS, strumento che consente l’associazione tra la cartografia alfanumerica e i database. All’interno della vasta gamma di software disponibili, si è deciso di utilizzare
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Contributo alla carta archeologica di Antium

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Informazioni tesi

  Autore: Manuela Micheli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: UNINT - Università degli studi Internazionali di Roma
  Facoltà: Lettere
  Corso: Operatore per i beni culturali
  Relatore: Docci Micheli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

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Parole chiave

archeologia
topografia
carta archeologica
topografia antica
nettuno
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