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Due donne in convento: un confronto tra La vie de Marianne di Marivaux e La religieuse di Diderot

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Anteprima della tesi: Due donne in convento: un confronto tra La vie de Marianne di Marivaux e La religieuse di Diderot, Pagina 6
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La fanciulla, assillata dalla minaccia di essere ridotta a dipendere dalla carità altrui, sarà 
perciò liberata da questa incombente paura grazie all’incontro con la madre ritrovata. 
La benefattrice dimostra in pubblica sede, davanti al ministro e alla sua famiglia, che la 
protezione da lei accordata alla fanciulla non ha nulla a che vedere con la falsa carità praticata 
da altri. 
Dunque, nella scena del consiglio si mostra l’affetto tra le due donne; sono pagine cariche di 
grande intensità che culminano in una rassegnata rinuncia al matrimonio purché l’unione con 
la madre ritrovata non venga compromessa.
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Ciò che dà consistenza esistenziale a Marianne, che le garantisce un passato e un futuro, non 
è il rapporto eterosessuale, ma questa seconda nascita che è resa forte dall’amore di una dama 
nobile e generosa e che ha saputo cancellare l’oscurità della prima. 
Marianne si sente nobile e il romanzo è disseminato delle affermazioni dell’eroina che 
mostrano questa sua consapevolezza. Mme de Miran l’ha scelta perché ha compreso in lei 
tale condizione. Nel racconto, oltre alla nascita dell’amore tra la protagonista e Valville, 
caratterizzata da esitazione, turbamento e persino paura, esiste un’altra scena amorosa, che è 
quella con la madre. Nell’incontro con la dama è sempre presente uno scambio di sguardi e la 
struttura è quella dell’approccio prima visuale e distanziato e poi verbale e ravvicinato; 
tuttavia manca l’elemento negativo, poiché nessun turbamento e nessuna paura vengono ad 
offuscare la scoperta della nascita del sentimento.
119
  
Senza mancare di sottolineare l’effetto positivo della sua bella presenza con una punta di 
cinismo, la protagonista rievoca i dettagli di quel magico incontro: 
 
Je rougis, en la voyant, d’avoir été surprise dans mes lamentations; et malgré la petite confusion que j’en 
avais, je remarquai pourtant qu’elle était contente de la physionomie que lui montrais, et que mon 
affliction la touchait. Tout cela était dans ses regards ; ce qui fit que les miens durent lui paraître aussi 
reconnaissants que timides ; car les âmes se répondent.
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Una volta subito l’incrocio di sguardi, i colpi di scena si moltiplicano secondo una tecnica 
ricorrente nel romanzo. Dopo l’incontro fortuito in Chiesa, la dama si reca proprio in quel 
convento dove finisce per rifugiarsi anche la ragazza, disperata e in lacrime. La struttura è la 
stessa nei due episodi, in quanto alla prima coincidenza straordinaria rappresentata 
                                                           
118
 Ansalone, Maria Rosaria, op.cit., p.107. 
119
 Rousset, Jean, Leurs yeux se rencontrèrent, Paris, Corti, 1981, pp.115-121. 
120
 Marivaux, Pierre, op.cit., p.212.
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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Berto
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Fabio Scotto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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Parole chiave

diderot
marivaux
società maschilista
vita sentimentale
settecento
romanzo francese

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