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Edward Palmer Thompson e la cultura plebea nell'Inghilterra del XVIII secolo

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8 trasmissione orale delle tradizioni, tanto forte da influire anche sulla letteratura fruibile dalla maggioranza della popolazione, come gli opuscoli religiosi, gli almanacchi, i volantini; le rappresentazioni popolari (come il “setting the price” durante le sommosse per il cibo, la vendita delle mogli e la rough music) che servivano a controllare e a mantenere entro limiti determinati il comportamento degli appartenenti alla comunità, attraverso manifestazioni dal tono violentemente burlesco, che non facevano appello alla ragione ma al senso del ridicolo, alla vergogna cui venivano esposti gli individui che avevano oltrepassato il confine di quello che definiremmo “buon costume”. Queste norme erano costruite dalla comunità stessa, che perciò, in certo qual modo, si autoregolamentava. Altra caratteristica fondamentale della cultura popolare del periodo è la sua forte carica “laica”: del resto, come ricorda lo stesso Thompson, l’Inghilterra non era mai stata, almeno dallo scisma anglicano, particolarmente devota alla Chiesa. Infatti, come precisa l’autore: «The gentry’s overarching hegemony may define the limits within which the plebeian culture is free to act and grow, but since this egemony is secular rather than religious or magical it can do little do determine the character of this plebeian culture» 9 . La cultura plebea, quindi, si compattava nei confronti dell’ideologia dei governanti. Qui arriviamo a un punto interessante, perché lo storico inglese mette in evidenza due paradossi: l’innovazione tecnologica, nel momento in cui tocca il processo capitalistico, è vissuta dal popolo come un tentativo di espropriazione dei diritti d’uso consuetudinari, o dei modelli lavorativi (pensiamo alle famose recinzioni o alle macchine che prendevano il posto di artigiani); la massa lavoratrice reagisce ergendosi a difesa della cultura tradizionale, che diventa perciò una cultura ribelle e allo stesso tempo conservatrice: ribelle nei confronti dell’egemonia culturale della gentry e conservatrice per quel che riguarda il proprio bagaglio culturale popolare, comprese le norme consuetudinarie. Il popolo, però, sapeva anche rispondere ai soprusi della gentry usando le sue stesse armi: « […] when the people search for legitimations for protest, they often turn back to the paternalist regulations of a more authoritarian society, and select from among these those parts most calculated to defend their present interests […] » 10 . Thompson mette in evidenza la dialettica persistente tra passato e presente, tra modelli economici e culturali “tradizionali” (anche se mette in guardia dall’uso di tale termine riguardo alla cultura popolare, descrivendola piuttosto come qualcosa di specificatamente appartenente al popolo e quindi come un prodotto sui generis, modellabile dal contesto 9 Ivi, cit. p. 9. 10 Ivi, cit. p. 10.
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Edward Palmer Thompson e la cultura plebea nell'Inghilterra del XVIII secolo

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Informazioni tesi

  Autore: Arianna Barone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Storia
  Relatore: Osvaldo Raggio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

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