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Elaborazione di un modello di fusione nivale per bacini alpini d’alta quota.

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Diversi approcci alla tematica nivale Capitolo 2 
 
 
9 
2.1.3. Richiesta ed acquisizione dei dati 
Frequentemente, il tipo di modello che viene costruito viene dettato dalla tipologia e dalla 
quantità dei dati disponibili. In generale, i modelli distribuiti necessitano di una maggior quantità 
di dati rispetto ai modelli concentrati. In molti casi alcuni dati non esistono o non sono completi. 
Per questa ragione si tende a semplificare gli algoritmi e a creare zone o regioni di quota. Nel caso 
i dati richiesti siano reperibili, i problemi rimangono legati alla loro incompletezza, imprecisione e 
disomogeneità. 
I dati richiesti per la modellazione idrologica sui bacini sono di tipo meteorologico, 
geomorfologico, agricolo, pedologico, geologico, idrologico ed idrogeologico. I dati idro-
meteorologici includono pioggia, caduta neve, temperatura, radiazione solare, umidità dell’aria, 
pressione di vapore, ore di sole, velocità del vento ed evapotraspirazione. I dati agriculturali 
includono copertura vegetale, uso del suolo, trattamenti ed uso di fertilizzanti. I dati pedologici 
comprendono tipo di suolo, conformazione e struttura, età e condizione del terreno, porosità, 
contenuto di umidità, conduttività idraulica di saturazione e granulometria. I dati geologici quali la 
stratigrafia, la litologia ed il controllo strutturale. I dati geomorfologici includono mappe 
topografiche con linee di livello, rete fluviale, aree di drenaggio, inclinazioni dei pendii e area del 
bacino. I dati idrologici ed idrogeologici sono costituiti da altezze di precipitazione, deflusso dei 
fiumi, flusso di base ed all’interno degli acquiferi, interazione di quest’ultimi con il sistema delle 
acque superficiali, spartiacque sotterranei. 
Con lo svilupparsi delle tecnologie di acquisizione dei dati, soprattutto quelle satellitari e 
radar, si sono evoluti anche i modelli idrologici (vedi gli studi di Dozier, 1989; Dozier & 
Painter, 2004; Daly at al., 2000; Cline et al., 1998; Elder et al., 1991 e 1998; Molotch et al., 
2001). I dati di ingresso di molti modelli successivi gli anni ottanta, infatti, comprendono anche 
immagini satellitari per rilevare la copertura nevosa o semplicemente immagini aeree del bacino di 
studio per identificare la copertura vegetale presente. Questi metodi si sono rivelati molto comodi 
ed interessanti per via dell’elevata difficoltà, che si incontra spesso, nell’ottenere campi di 
misurazioni completi in sito in alta montagna. Vengono infatti utilizzati per ottenere dati di 
distribuzione spaziale di input meteorologici, parametri del terreno ed uso del suolo, rete iniziale 
dei corsi d’acqua, condizioni della copertura nevosa, parametri della qualità dell’acqua superficiale, 
etc. 
La possibilità di misurare e definire le proprietà del manto nevoso è determinata in larga 
misura dalle lunghezze d’onda che vengono registrate dagli strumenti satellitari. Le lunghezze 
d’onda nel visibile e nell’infrarosso vicino, siccome non penetrano all’interno della neve, danno
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Elaborazione di un modello di fusione nivale per bacini alpini d’alta quota.

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Informazioni tesi

  Autore: Domenico Doleatto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio
  Relatore: Bartolomeo Vigna
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 224

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