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I Fondi strutturali nel quadro delle politiche dell'Unione Europea: le programmazioni 2000-2006 e 2007-2013

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dall’analisi del ruolo che le Regioni hanno assunto nella partecipazione alle politiche 
comunitarie. In particolare il primo capitolo si occupa del rapporto tra Regioni e Unione 
europea, evidenziando come sia indubbia la constatazione che nel corso degli ultimi 
decenni si sia manifestata, nella maggior parte degli Stati membri dell’Ue, una tendenza 
crescente alla regionalizzazione. Questa tendenza ha comportato l’attribuzione, in 
favore di soggetti delle comunità locali, di compiti, funzioni, responsabilità e poteri 
sempre più consistenti. Da ciò è derivata la necessità, per gli organi dell’Unione, di 
accrescere la considerazione e l’approfondimento di tutti i temi che siano comunque 
connessi al ruolo delle Regioni e degli enti locali nell’ambito comunitario. Questo 
rinnovato interesse ha consentito di migliorare notevolmente il rapporto tra le istituzioni 
comunitarie e i cittadini dell’Unione, dando un’attuazione più concreta e più visibile a 
quel principio della sussidiarietà che ormai costituisce uno dei pilastri fondamentali del 
nuovo ordinamento comunitario. In particolare ho cercato di sottolineare come le 
Regioni abbiano inizialmente incontrato alcune ostilità nel riconoscimento di un preciso 
ed effettivo ruolo nel processo d’integrazione europea. Per molto tempo sono rimaste ai 
margini delle riforme istituzionali europee fino alla creazione, con il trattato di 
Maastricht, del Comitato delle Regioni, grazie al quale i rappresentanti delle collettività 
locali e regionali possono esprimere pareri sulle politiche dell’Ue.
L’attivismo regionale è stato però frutto anche di un’altra spinta, tutta interna alle arene 
nazionali. Gran parte delle nazioni europee hanno assistito, spesso favorendoli, a 
processi di decentramento, cedendo ambiti di competenza sempre maggiori a organi 
regionali. Tra queste, l’Italia ha proceduto alla modifica di una parte della Costituzione 
di non trascurabile rilevanza, preceduta da importanti innovazioni. Le Regioni sono 
divenute co-protagoniste del rinnovato quadro istituzionale e il loro coinvolgimento 
negli affari europei è stato sancito definitivamente in Costituzione, dove peraltro per la 
prima volta è stato inserito un riferimento all’Unione europea quale limite e fonte 
normativa. Regioni ed enti locali hanno mostrato la capacità e la voglia di assumere e 
rafforzare il proprio ruolo a livello internazionale. In seguito all’analisi del Comitato 
delle Regioni, degli Uffici regionali di collegamento a Bruxelles, ho proceduto alla 
ricostruzione storica della politica regionale comunitaria, in quanto le Regioni hanno 
trovato collocazione nel contesto comunitario soprattutto come attori principali delle 
politiche a finalità strutturale. 
Il secondo capitolo tenta di descrivere quali siano i meccanismi, le norme e le procedure 
di utilizzo dei Fondi strutturali, facendo riferimento alla programmazione 2000- 2006, 
5

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Tenerani
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Politiche e Relazioni internazionali - classe 60/s
  Relatore: Alessandro Volpi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 183

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