Skip to content

Il concetto di attacco armato e la legittima difesa nel diritto internazionale: il caso Oil Platforms

Gratis La preview di questa tesi è scaricabile gratuitamente in formato PDF.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline. L'iscrizione non comporta alcun costo: effettua il Login o Registrati.

Anteprima della tesi: Il concetto di attacco armato e la legittima difesa nel diritto internazionale: il caso Oil Platforms, Pagina 5
4 
 
 
Inizialmente l’Iran stabilisce una zona di difesa attorno alle sue coste. L’Iraq, da parte 
sua, nell’ottobre del 1980 dichiara una “zona di guerra proibita” e più tardi stabilisce 
una “zona esclusiva navale” nella parte settentrionale del Golfo Persico. 
Nel 1984 l’Iraq incomincia ad attaccare navi cisterna che trasportano petrolio iraniano: 
si tratta dei primi episodi della “Tanker War”. Tra il 1984 e il 1988 numerose navi 
commerciali e navi da guerra di varie nazioni, incluse navi neutrali
7
, vengono attaccate 
da aerei, elicotteri, missili, navi da guerra e mine poste nelle acque del Golfo Persico. Il 
conflitto viene portato avanti da entrambi i belligeranti, peraltro con scarso rispetto delle 
norme della guerra marittima
8
. 
Numerosi Stati cominciano allora a prendere misure adeguate per la sicurezza delle loro 
navi nel Golfo Persico.  
Tra il 1986 e il 1987 il governo del Kuwait esprime preoccupazione per gli attacchi 
iraniani alle sue navi mercantili nel Golfo Persico e chiede agli Stati Uniti, Gran 
Bretagna e Unione Sovietica di dare protezione alle sue navi. Così la Compagnia delle 
Petroliere del Kuwait noleggia navi sovietiche e fa viaggiare quattro navi sotto la 
bandiera della Gran Bretagna e undici sotto la bandiera degli Stati Uniti. Inoltre, il 
governo americano fornisce una scorta navale alle navi del Kuwait battenti bandiera 
americana in transito nel Golfo Persico. Le missioni di scorta iniziano nel luglio 1987: è 
l’inizio dell’operazione “Earnest Will”, che si conclude nell’agosto del 1989. Altre 
potenze straniere, come Belgio, Francia, Olanda, Italia, intraprendono azioni parallele, 
mantenendo navi da guerra nella regione per proteggere il transito navale internazionale. 
Nonostante questi sforzi, molte navi sono comunque oggetto di attacchi. 
 
3.  Nel periodo della “Tanker War” si registrano i due episodi che sono alla base del 
ricorso presentato dall’Iran alla Corte Internazionale di Giustizia il 2 novembre 1992. 
Durante l’operazione “Earnest Will”, il 16 ottobre 1987 la Sea Isle City, nave 
kuwaitiana battente bandiera americana, viene colpita in acque territoriali del Kuwait da 
un missile “Silkworm”. Tre giorni dopo gli Stati Uniti, attribuendo l’attacco all’Iran, 
colpiscono i complessi petroliferi iraniani di Reshadat e Resalat
9
. Il 19 ottobre 1987 
quattro cacciatorpediniere della Marina Americana, con relativo supporto aereo, 
avvicinano la piattaforma principale del complesso del Reshadat, la R-7. Il personale 
iraniano viene avvisato via radio dell’imminente attacco e abbandona la struttura. 
Quindi, le forze americane distruggono la piattaforma. Successivamente, anche un’altra 
piattaforma del complesso, la R-4, viene fatta evacuare, per poi essere gravemente 
 
7
 Nel caso davanti alla Corte Internazionale di Giustizia, gli Stati Uniti presentano nelle loro contro-
memorie una lista fornita dal Maritime Information Service della Lloyd, in base alla quale più di 
cinquecento navi, per la maggior parte appartenenti a Stati neutrali, risultano essere state vittime di 
attacchi durante la guerra. L’Iran, davanti alla Corte, nega la propria responsabilità per qualsiasi azione 
contro navi neutrali. Gli unici episodi che ammette riguardano navi che avevano rifiutato una legittima 
richiesta di ispezione da parte di forze iraniane (cfr. par. 23-24 della sentenza del 6 novembre 2003). 
8
 Il Consiglio di Sicurezza si limita a condannare la violazione del diritto umanitario e ribadire il diritto al 
libero commercio e navigazione dei neutrali nelle risoluzioni 540 del 31 ottobre 1983 e 552 del 1°giugno 
1984, ma senza specificare gli Stati responsabili. 
9
 Il complesso del Reshadat è composto da tre piattaforme di trivellazione e produzione, denominate 
rispettivamente R-3, R-4 e R-7, collegate a ventisette pozzi petroliferi. La piattaforma R-7, che 
comprende anche il centro operativo generale, grazie ad una conduttura sottomarina comunica con il 
complesso del Resalat, a sua volta composto da tre piattaforme. Il petrolio grezzo prodotto dai due 
complessi, dopo la separazione di acqua e gas, viene trasportato tramite una conduttura sottomarina 
all’isola di Lavan. Al momento degli attacchi, questi complessi sono in riparazione, a seguito dei danni 
riportati per precedenti attacchi. Davanti alla Corte Internazionale di Giustizia, l’Iran afferma che i lavori 
di riparazione erano quasi completati quando gli Stati Uniti hanno lanciato l’attacco.
Sitografia automatica

Non sei sicuro di avere citato tutte le fonti?
Evita il plagio! Grazie all'elenco dei link rilevati puoi controllare di aver fatto un buon lavoro

Preview dalla tesi:

Il concetto di attacco armato e la legittima difesa nel diritto internazionale: il caso Oil Platforms

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

Informazioni tesi

  Autore: Federica Cristani
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Marcella  Distefano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.

Scopri come funziona »

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

diritto internazionale
corte internazionale di giustizia
divieto uso della forza
attacco armato
legittiima difesa
oil platforms

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi