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Il consenso dell'imputato nel giudizio abbreviato

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Anteprima della tesi: Il consenso dell'imputato nel giudizio abbreviato, Pagina 3
  
Capitolo I – La negoziazione processuale 
 4 
Ciò sta evidentemente a significare che l’oggetto del processo penale 
è indisponibile per l’attore, posto che, contrariamente ai conflitti 
privatistici, ove «la volontà delle parti è sovrana e il processo non sempre 
è necessario per attuare i singoli rapporti giuridici e il più delle volte non 
lo è e in fatto non si adopera»10, esso tende a legittimare la potestà di 
punire, che, manifestazione della sovranità statale, risulta estranea a 
qualunque forma di negoziazione11.  
Per di più, considerato che la pena “criminale” non mira a ristabilire 
lo status quo ante, né a compensare sul piano patrimoniale gli effetti 
dell’illecito, ma a colpire negativamente un bene giuridico che non ha un 
rapporto diretto con l’inosservanza del precetto12, la definizione della 
vicenda penale fuori dalla sede giudiziale appare eventualità 
impraticabile, non fosse altro che per la riserva costituzionale, per cui 
«fra il diritto alla pena e l’esecuzione (attuazione) della stessa si pone ed 
inserisce come momento imprescindibile e necessario il processo»13.  
Da ultimo, occorre evidenziare che il “mandato alle liti” che 
l’ordinamento ha scelto di conferire al pubblico ministero attribuisce a 
questi il potere di agire per conto della collettività, rimanendo, 
nondimeno, impregiudicata la titolarità della potestà punitiva in capo al 
primo, che, anche nelle more del procedimento, continua a disporne in 
modo pieno ed esclusivo, depenalizzando, ad esempio, fattispecie 
criminose ovvero concedendo provvedimenti di clemenza (indulto, 
grazia, amnistia). Appare, pertanto, giuridicamente improbabile una 
composizione bonaria del rapporto penale ad opera di un «attore 
                                                 
10
 GUARNIERI, Diritto processuale penale, cit., p. 1111-1112. 
11
 Diversamente opinando, infatti, si finirebbe per presupporre «la privatizzazione 
di un fenomeno, quale l’accertamento giudiziale dei fatti di reato e la conseguente 
applicazione della sanzione penale, il quale, al contrario, è incontestabilmente regolato 
dal diritto pubblico» (D’ASCOLA, Oblazione, in Enc. Giur., vol. XXI, Roma, 1990, p. 1). 
12
 Cfr. PADOVANI, Diritto penale, Milano, 5ª ed., 1999, p. 402. 
13
 SANTORO, Diritto processuale penale, in Nov.mo Dig. It., vol. V, Torino, 1968, p. 
1015; a conferma di ciò l’Autore opportunamente rileva che «il 1° comma dell’art. 25 
Cost. lo conferma, vietando che l’imputato sia distolto dal giudice naturale; ed è così 
pure il 2° comma dell’art. 27, il quale dispone che l’imputato non può nemmeno essere 
considerato colpevole prima della condanna definitiva; donde si ricava a fortiori che 
non può essere assoggettato a pena se la giurisdizione non ha svolto la sua attività e dato 
risultato positivo». 
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Informazioni tesi

  Autore: Alessio Matarazzi
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Diritto e processo penale
Anno: 2010
Docente/Relatore: Claudia Cesari
Istituito da: Università degli Studi di Macerata
Dipartimento: Istituto di diritto e procedura penale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 153

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