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Il controllo cinematico dei movimenti franosi - Landslides monitoring

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Anteprima della tesi: Il controllo cinematico dei movimenti franosi - Landslides monitoring, Pagina 5
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Tale approccio, analogo a quello utilizzato in sismologia con la scala Mercalli per esprimere 
l'intensità dei terremoti appare, tuttavia, sconsigliabile, in quanto presuppone già nella 
definizione dell'intensità del fenomeno una valutazione delle possibili conseguenze, ovvero 
del rischio. Sarebbe preferibile, invece, definire la severità del fenomeno a priori rispetto alle 
conseguenze attese in base alle sole caratteristiche geometriche, cinematiche e meccaniche. In 
questo caso, potranno essere considerate scale di intensità diverse a seconda che siano basate 
sulla velocità, sul volume o sull’energia. Per ogni tipologia di frana sono individuate delle 
classi differenziate in base all'intensità del fenomeno (velocità, volume, energia, ecc.). 
 
1.1.2 Categorie di rischio 
Nel decreto legge 180/98 e nell’atto d’indirizzo e coordinamento per l'individuazione dei 
criteri relativi agli adempimenti (DPCM 29/9/1998), sono distinte quattro categorie di rischio, 
definito in base al tipo di danno prodotto: 
- R1 - rischio moderato: per il quale i danni sociali, economici e al patrimonio ambientale 
sono marginali; 
- R2 - rischio medio: per il quale sono possibili danni minori agli edifici, alle infrastrutture 
ed al patrimonio ambientale che non pregiudicano l’incolumità del personale, l’agibilità degli 
edifici e la funzionalità delle attività economiche; 
- R3 - rischio elevato: per il quale sono possibili problemi per l’incolumità delle persone, 
danni funzionali agli edifici ed alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, 
l’interruzione di funzionalità delle attività socioeconomiche e danni rilevanti al patrimonio 
ambientale. 
- R4 - rischio molto elevato: per il quale sono possibili la perdita di vite umane e lesioni 
gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture ed al patrimonio ambientale, la 
distruzione di attività socioeconomiche. 
Non compare in modo esplicito, all’interno di queste definizioni, il termine di probabilità che 
i danni indicati vengano prodotti e quindi la frequenza con cui ci si può aspettare che l’evento 
calamitoso abbia luogo. E’ tuttavia opportuno chiarire i termini di pericolosità e rischio. 
 
1.1.3 Pericolo di frana 
Il pericolo di frana e l’individuazione dell’area a rischio non possono prescindere da una 
classificazione delle frane. La frana è un fenomeno naturale, o indotto in alcuni casi, 
direttamente o indirettamente, dall’attività umana, controllato essenzialmente dalla gravità. 
Disloca, per gravità, materiale da una quota maggiore a una minore e la superficie di distacco

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Informazioni tesi

  Autore: Ivan Iacovino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria edile
  Relatore: Nicola Sciarra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

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