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Il folklore e la Grande Guerra: canti, credenze e pratiche simboliche dei soldati italiani

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connazionali, uniti politicamente ma aventi mescolate nel sangue mille 
eredità diverse
11
.            
Conseguenza di questo cambio di prospettiva fu nel 1910 la creazione 
della Società di Etnografia Italiana, la quale il 24 ottobre dell’anno 
successivo inaugurò a Roma il Primo Congresso di Etnografia Italiana (in 
cui si tennero discussioni accese segnate da una volontà di apertura e 
innovazione), assieme a una grande Mostra di Etnografia Italiana, la quale si 
inseriva nel contesto dell’Esposizione Universale che celebrava i 
cinquant’anni dell’Unità d’Italia. Dopo il Congresso tuttavia vi fu un 
sostanziale ristagno della disciplina; i reperti della Mostra, che avrebbe 
dovuto da subito trasformarsi in Museo Nazionale di Etnografia, furono 
sistemati completamente solo nel 1956. Questa stasi fu anche aggravata della 
scomparsa di figure di rilievo come Loria e Pitré, il primo deceduto nel 1913 
e il secondo nel 1916. Motivi di ordine generale, che vedremo fra poco, a 
loro volta influirono nel distacco degli antropologi nei confronti della Grande 
Guerra; come già detto furono psicologi, letterati a operare per primi nella 
raccolta di dati sul terreno e questo portò a interventi ex-post da parte degli 
antropologi, in particolar modo vanno ricordati quelli di Raffele Corso.  
 La marginalità del folklore può essere infatti ricondotta anche a cause 
quali la messa in secondo piano, come fossero ancelle, delle discipline 
sociali, operata già da fine ‘800 dalla filosofia crociana, e la successiva 
adesione, non superficiale ma utilitaristica, al regime fascista; del folklore 
vennero poste al centro d’interesse le accezioni più retrive, conservatrici e 
funzionali all’ideologia e alla propaganda del potere politico: nazionalismo, 
ruralismo, localismo, etc.
12
 Così l’antropologia fra le due guerre andava a 
 
11
 Cfr. L. Loria, Del modo di promuovere gli studi di Etnografia Italiana, in Per la etnografia italiana, 
estratto da “Rassegna contemporanea”, III, 1911. 
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 Cfr. F. Dei, P. De Simonis, Folklore di guerra, pp. 409-410.

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Informazioni tesi

  Autore: Virginia Gregori
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Filologia moderna
  Relatore: Luca La Rovere
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

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Parole chiave

antropologia
prima guerra mondiale
folklore
agostino gemelli
grande guerra
ernesto de martino
canti di guerra
canti dei soldati
giuseppe bellucci
raffaele corso

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