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Il mercato immobiliare e la crisi finanziaria

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Anteprima della tesi: Il mercato immobiliare e la crisi finanziaria, Pagina 5
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Questo grafico mostra il crollo delle borse: ovviamente le borse degli Usa hanno subito un 
crollo maggiore seguite dal Regno Unito dal Belgio e dall’Italia. 
 Il segretario al Tesoro americano, Goldman Sachs, è stato costretto a imporre alle 
maggiori banche una partecipazione dello stato per ricapitalizzarle. Tutte le aziende fallite 
comunque sono state costrette a gettarsi nelle braccia del governo per essere liquidate, 
nazionalizzate o costrette ad accettare costose fusioni.            
Ci si aspettava forse che sulla base di tante precedenti esperienze, soprattutto dopo la 
Grande Depressione del 1929, il presidio pubblico offerto dal sistema delle regole e delle 
istituzioni di vigilanza avrebbe impedito l’erompere di una crisi finanziaria di tale portata. 
Se il fenomeno si esaurisse all’interno del settore finanziario, i danni potrebbero essere 
contenuti anche perché la constatazione che il grosso della crescita del debito negli ultimi 
anni era avvenuto soprattutto all’interno del settore finanziario, faceva sperare all’inizio. 
Ma quando il fenomeno si accelera e si trasmette da una istituzione finanziaria all’altra, 
diventano inevitabili conseguenze pesanti sull’economia reale delle imprese e delle 
famiglie; queste conseguenze poi possono a loro volta aggravare le condizioni del settore 
finanziario.  
Le banche colpite dalle perdite hanno due modi per restaurare le condizioni di adeguatezza 
patrimoniale. Possono aumentare il proprio capitale ma in condizioni di sofferenza e di 
perdite effettive o potenziali è difficile trovare soggetti pronti ad investire: infatti alcuni 
fondi sovrani che intervennero per ricapitalizzare alcune banche americane tra fine 2007 e 
inizio 2008 ancora si leccano le ferite dopo che le stesse banche americane furono costrette 
e rivelare nuove e sempre maggiori perdite. L’altra via delle banche è quella di ridurre il 
valore del proprio attivo tagliando il credito a imprese e famiglie. Le conseguenze che oggi 
si stanno manifestando sono davvero pesanti. Mancando il normale affidamento creditizio, 
imprese anche sane si trovano in situazioni di insolvenza verso i fornitori e devono 
rinunciare agli investimenti progettati. Si è ridotta la provvista di mutui fondiari alle 
famiglie. Le conseguenze si sono diffuse sul sistema. Le difficoltà delle famiglie e delle 
imprese si ripercuotono a loro volta sulle banche, aumentandone le sofferenze. 
Caratteristica di questo processo di recessione è stata la scarsa trasparenza dei mercati 
finanziari. La spiegazione è questa: dal 2000 al 2007 il totale del PIL degli Stati Uniti 
(l’insieme dei beni e dei servizi prodotti) è stato di 925.000 miliardi di dollari. La spesa 
totale è  stata però di 970.000 miliardi di dollari, con un eccesso cioè di 45.000 miliardi di
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Il mercato immobiliare e la crisi finanziaria

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Informazioni tesi

  Autore: Antonella Liberio
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Politecnico di Bari
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Nicola Costantino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 43

FAQ

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