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Il monitoraggio dell'Area Marina Protetta ''Isola di Bergeggi'': Point Intercept Transect e Quadrati visuali a confronto

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situazioni: specie in pericolo, che sono in via di estinzione; specie minacciate, 
che rischiano di scomparire in un prevedibile futuro; specie endemiche, che 
presentano un'area di distribuzione limitata. Per ragioni sia scientifiche sia di 
opportunità, ovvero per facilitare la comprensione e il consenso dell'opinione 
pubblica e delle popolazioni, le azioni di controllo si concentrano su categorie 
quali  pesci  ed  altri  vertebrati,  grandi  molluschi,  crostacei  decapodi  ed 
echinodermi;  questi  organismi  si  trovano  in  posizioni  elevate  nelle  catene 
alimentari e per questo esercitano un controllo  top-down nel funzionamento 
degli ecosistemi (specie chiave). Non sono da tenere in minor considerazione, 
tuttavia,  quelle  specie  che  invece  danno  forma  al  paesaggio  sommerso 
(gorgonie, posidonie, grandi feoficee) o edificano bioermi (alghe corallinacee, 
invertebrati  biocostruttori),  esercitando  un  controllo  bottom-up sugli 
ecosistemi (specie strutturanti). Entrambi i  gruppi di specie, strutturanti e 
chiave, hanno la caratteristica di modificare l'ecosistema.
Per quanto riguarda le attività di inventario diacronico delle specie, le priorità 
andrebbero stabilite soprattutto in termini di efficienza. Essendo impossibile 
censire  tutte  le  specie  viventi  nell'AMP,  ci  si  concentra  su  quelle  che 
appartengono a gruppi che possano essere utilizzati come descrittori efficaci 
della  biodiversità.  I  gruppi  tassonomici  individuati  devono  comprendere 
numerose specie ed avere dimensioni mediamente cospicue, oltre ad un'ampia 
ripartizione  nei  diversi  biotopi  dell'AMP;  devono  essere  di  identificazione 
abbastanza agevole ed essere facili da campionare, possibilmente con metodi 
non distruttivi. I pesci ed alcuni molluschi sono tra i gruppi più idonei, perché 
le  alghe  e  la  maggior  parte  degli  invertebrati  richiedono  l'intervento  di 
specialisti.
Riguardo, infine, al monitoraggio dei biotopi, bisogna innanzitutto considerare 
che per l'opinione pubblica non è ancora ben chiaro che protezione dei biotopi 
e protezione delle specie sono in realtà due facce della stessa medaglia, e che 
molto probabilmente se si  agisce sui primi si  ottengono effetti anche sulle 
biocenosi. Nonostante la maggior parte dei biotopi marini in Mediterraneo sia 
attualmente  in  pericolo,  gli  unici  habitat  ad  essere  considerati  degni  di 
protezione dalla Comunità Europea  (in base alla Direttiva Comunitaria n. 43 
del 21 maggio 1992, la cosiddetta Direttiva “Habitat”), e di conseguenza dalle 
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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Gatti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Ambientali Marine
  Corso: Risorse Biologiche Marine
  Relatore: Carlo Nike Bianchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 136

FAQ

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