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Il ruolo della UE nel conflitto israelo-palestinese

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Anteprima della tesi: Il ruolo della UE nel conflitto israelo-palestinese, Pagina 7
L’UE e la risoluzione dei conflitti
ricevente che per il donatore. In questo caso, la promessa avrà un grado di credibilità più ele-
vato e comporterà una probabilità di consegna del “premio” più alta (Tocci 2007: 10). 
Il discorso si capovolge se la volontà del donatore è quella di consegnare assolutamente il 
“premio”, anche qualora il ricevente non abbia adempiuto i suoi obblighi. In questo caso la 
credibilità dell’onere, indirizzato al ricevente, sarà direttamente colpita da questa assoluta vo-
lontà di elargire il premio. La condizionalità positiva - ovvero la “carota” - ha sicuramente 
una natura asimettrica (Veebel 2009: 210) visto che richiede ad uno delle due parti di iniziare 
a adempiere al contratto per primo. Ciononostante, diversi studi hanno dimostrato una insuffi-
ciente relazione sistematica tra la condizionalità positiva ed i cambiamenti politici, ciò sta a 
significare che l’utilizzo di questo tipo di condizionalità non ha sempre portato ai risultati spe-
rati negli stati da questa colpiti (Morlino e Magen 2008: 32). Tuttavia, diversi studi hanno di-
mostrato un’insufficiente sistematica relazione, anche se non totalmente trascurabile, tra la 
condizionalità positiva ex ante ed i cambiamenti politici negli stati colpiti (Morlino e Magen 
2008: 32). Tutto ciò renderebbe tale tipo di condizionalità poco capace di far raggiungere gli 
scopi prefissati dall’UE. 
Per quel che concerne la condizionalità negativa - ossia il “bastone” - possiamo sostenere 
che prevede l’utilizzo di strumenti politici, non militari, diplomatici, economici, miranti ad un 
cambiamento nello stato obiettivo (Morlino e Magen 2008: 31). Ha lo scopo di far cambiare 
la bilancia dei costi-benefici pesando sul piatto dei primi visto che l’Unione può decidere di 
punire gli stati inadempienti su certe tematiche o richieste. Principalmente è utilizzata per 
sanzionare comportamenti contrari ai principi democratici; in questo caso, chiari esempi pos-
sono essere le sanzioni diplomatiche ed economiche decise dall’Unione ai danni di Serbia 
(1991-200), Siria (1987-1994), Libia (1987-1992/1999-2003) e Bielorussia (1998-1999). 
L’utilizzo della condizionalità negativa non dipende soltanto dall’Unione stessa, bensì anche 
dalle relazioni con altri attori internazionali da parte dello stato terzo con cui l’Unione ha a 
che fare. Infatti, mentre gli incentivi ed i benefici possono essere elargiti anche unilateralmen-
te, per quanto concerne eventuali decisioni riguardo punizioni, queste devono essere prese in 
un quadro multilaterale, a meno che il ricevente non abbia altri sostenitori all’infuori del-
l’Unione stessa. Questo perché se il ricevente riesce a trovare un altro soggetto disposto ad 
aiutarlo al posto dell’Unione, l’eventuale punizione di quest’ultima perderà in credibilità. Tut-
tavia, se l’UE è sicura della mancanza, per il ricevente, d’altri soggetti internazionali capaci di 
aiutarlo che possano sostituirla, può minacciare l’utilizzo della condizionalità negativa nei 
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Informazioni tesi

  Autore: Federico Bechini
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Studi Internazionali
  Relatore: Giorgio Natalicchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 93

FAQ

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