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Il Sistema delle Giurisdizioni Plurali negli Ordinamenti Giuridici Contemporanei: Analisi del Caso Siriano

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Anteprima della tesi: Il Sistema delle Giurisdizioni Plurali negli Ordinamenti Giuridici Contemporanei: Analisi del Caso Siriano, Pagina 10
dinastia degli Umayyade (661-750). Tali norme trovavano invece applicazione 
sotto il regno della dinastia Abbaside, noto come epoca di intolleranza religiosa
13
.
Questo patto enumera in dettaglio molte condizioni della sottomissione, ed è stato 
un testo fondamentale nell'elaborazione legale dello status dei Dhimmi durante il 
periodo classico della giurisprudenza islamica
14
. Nonostante questo rapporto di 
soggezione, ai Dhimmi era concesso di auto amministrarsi per quanto riguardava 
gli affari interni alla propria comunità. Ai Dhimmi era inoltre concesso di 
avvalersi di tribunali speciali che applicavano le norme religiose proprie di 
ciascuna religione. L’unica limitazione a questa giurisdizione separata riguardava i 
delitti capitali e le minacce all'ordine pubblico; in questi casi i Dhimmi dovevano 
riferirsi alla giurisdizione islamica competente.  Esistono varie versioni del Patto 
di Omar che è stato tramandato da varie fonti. Una delle fonti di grande 
importanza storica è ritenuta una lettera scritta dai Cristiani stessi al sultano Omar 
e contenente paradossalmente la descrizione dei termini di soggezione verso i 
musulmani che i cristiani dovevano tenere in cambio di protezione. Ai Dhimmi era 
concesso il diritto di praticare privatamente i propri riti religiosi, essi in generale 
devono mostrare deferenza e umiltà nei contatti sociali con i musulmani. Era 
prevista anche la protezione personale e dei beni, ma la punizione per infrazioni 
13 J.G.ASSAF, La competence des Tribunaux du Statut Personnnel au Liban et en Syrie , Tesi di 
Dottorato, Facoltà di Diritto e di Scienze Politiche dell’Università di Strasburgo, 1935.
14 Riporto la traduzione del patto dall’Inglese come riportata in cfr. TRITTON A. STANLEY, The 
Caliphs and their non-Muslim subjects, , op. cit. supra nota 12 “Noi cristiani quando siete arrivati 
vi abbiamo chiesto sicurezza per noi, le nostre famiglie, le nostre proprietà e gli appartenenti alla 
nostra stessa religione contro il pagamento di un tributo e la promessa di mantenere un 
atteggiamneto umile davanti a voi. Inoltre abbiamo promesso di non ostacolare un mussulmano 
che vuole entrare nelle nostre chiese sia di giorno che di notte, e di ospitarlo per tre giorni e offrire 
lui del cibo. Noi potremo suonare le campane solo molto delicatamente e  non alzeremo la voce 
durante servizi religiosi in presenza di musulmani e neppure alzeremo la voce quando seguiremo il 
nostro morto. Noi non daremo rifugio, nelle nostre chiese o nelle nostre abitazioni, ad alcuna spia 
nemica. Non costruiremo, nelle nostre città e nelle loro vicinanze, nuovi monasteri, chiese, 
conventi, celle per monaci, neppure ripareremo, di giorno o di notte, quegli edifici che stanno 
andando in rovina o che sono situati nei quartieri dei musulmani. Non manifesteremo segni di 
idolatria ne esporremo pubblicamente la nostra croce né nelle nostre chiese né nelle strade e nei 
mercati musulmani. Non studieremo il Corano, né lo insegneremo ai nostri figli. Non impediremo 
ad alcuno dei nostri parenti di convertirsi all' Islam, se lo desidera. Non cercheremo di 
assomigliare ai musulmani negli abiti, nei cappelli, nei turbanti, nei calzari e nell’ acconciatura. 
Non scolpiremo sigilli in lingua araba. Non parleremo come loro e non impiegheremo i loro titoli 
onorifici. Noi mostreremo rispetto nei confronti dei musulmani, e ci alzeremo quando li 
incontriamo. Non costruiremo case più alte di quelle dei musulmani non ci cingeremo di spade, 
non indosseremo alcuna arma, neppure le trasporteremo sulle nostre persone quando siamo in terra 
mussulmana. Non venderemo bevande fermentate (alcoliche) né celebreremo i riti con canti e 
fuochi per seppellire i nostri morti  in alcuna strada dei musulmani . Non seppelliremo il nostro 
morto vicino ai musulmani. Non prenderemo schiavi che siano stati proprietà di musulmani. 
Imponiamo queste condizioni a Noi e a tutti gli appartenenti alla nostra religione. Chi non accetta 
queste condizioni perderà la protezione”.
9
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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Mura
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Alessandro Simoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

FAQ

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siria
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