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Impianti fotovoltaici. Sperimentazione della prestazione di impermeabilità all'acqua di un sistema integrato architettonicamente

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Impianti fotovoltaici. 
Sperimentazione della prestazione di impermeabilità all’ acqua di un sistema integrato architettonicamente.
Capitolo 1 - Cronistoria del fotovoltaico
del 14% ed il satellite Explorer VI venne lanciato con un apparato di 9600 celle 
fotovoltaiche (1x2cm ciascuna). Due anni dopo la Bell Telephone Laboratories 
introdusse sul mercato la prima telecomunicazione satellitare, Telstar (potenza 
iniziale 14 W), seguita l’anno successivo dai primi moduli fotovoltaici commerciali. 
Lo stesso anno il Giappone installò la più potente apparecchiatura fotovoltaica al 
mondo (242 W), presso un faro. Ancora negli anni ’60 Shurland propose l’utilizzo del 
solfuro di cadmio, e nel ’67 fu pronta la prima cella a solfuro di cadmio depositato 
su plastica. Inoltre nel 1964 la NASA lancia il primo satellite alimentato con moduli 
fotovoltaici (470 W). L’anno successivo venne lanciato il primo Orbiting Astronomical 
Observatory, alimentato con moduli fotovoltaici (1 kW). L’impiego delle celle solari 
nelle missioni spaziali divenne via via sempre più intenso, visto che il loro costo elevato 
era ampiamente ripagato da effi cienza, durata, scarsa necessità di manutenzione e 
dimensioni ridotte. Diversamente, per le applicazioni terrestri, nelle quali il principale 
criterio commerciale era il costo per kilowattora, il loro uso restava ancora proibitivo.
Negli anni ’70 cominciarono ad essere sviluppate, nell’ambito delle applicazioni spaziali, 
celle all’arseniuro di gallio, le quali presero defi nitivamente piede nell’ultimo decennio 
del secolo. Vennero sviluppati procedimenti per produrre silicio policristallino, meno 
costosi e meno dispendiosi di quelli per il monocristallino. Dopo la crisi petrolifera 
del ’73 Carson ottenne per caso una pellicola sottile di silicio amorfo idrogenato, 
che nel ’76 raggiunse il rendimento del 5,5%. In quegli anni il DOEPV - Research 
and Development Programme sperimentò pellicole sottili al silicio cristallino, e tutta 
una gamma di nuovi materiali. Nel 1970 il Dr. Elliot Berman, fi nanziato dalla Exxon 
Corporation, progettò una cella solare che abbassò signifi cativamente il costo di 
produzione: dai $100 per W fi no ai $20 per W. Con questi valori di costo, le celle 
solari cominciarono a diventare commercialmente competitive, seppure in un mercato 
di nicchia: luci di emergenza per stazioni offshore, fari, passaggi a livello. Il primo 
impianto solare ad un incrocio negli Stati Uniti é del 1974, a Rex in Georgia. In questi 
anni altre applicazioni possibili furono quelle in zone isolate, dove la connessione alla 
rete elettrica risultava troppo costosa. In Australia, per esempio, dal 1978 la Telecom 
Australia (ora Telstra) ha installato 43 ripetitori solari che coprono complessivamente 
un’area di 2500 Km. Nel 1977 la potenza mondiale fotovoltaica installata superò 
i 500 kW. Nel 1973 gli Stati Uniti mandarono in orbita la stazione spaziale Skylab 
che rimase in funzione fi no al 1979. L’ anno successivo si diffusero gli impianti nelle 
parti rurali del pianeta: l’isola di Tahiti, alcune zone del Kenia, del Messico e dell’ 
America centrale. Nella riserva Indiana dei Papago, nel Sud dell’Arizona, nacque il 
primo villaggio fotovoltaico (progettato dalla Lewis Research Center della Nasa) ove 
l’energia prodotta fu suffi ciente per i bisogni delle 15 abitazioni della comunità.
Nei primi anni ’80 Barnett, per conto della SERI, si interessò al tellururo di cadmio e 
alle pellicole di silicio policristallino, fondando la società “AstroPower”. Sempre nei 
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Informazioni tesi

  Autore: Stefano Baitone
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Politecnico di Torino
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria civile e ambientale
  Relatore: Carlo Caldera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 172

FAQ

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Parole chiave

acqua
fotovoltaico
integrazione
sistema
sistemi fotovoltaici integrati
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