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L’ascolto del minore abusato: strumento di protezione e tutela

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                                                   CAPITOLO I 
Ascolto del minore nel diritto 
 
1.1 L’ascolto del minore nella normativa internazionale 
 
Fino al secolo scorso, le concezioni riguardanti l’infanzia definivano il minore come chi per 
la sua essenza debole si presentava come immaturo, incapace di distinguere il bene dal 
male, che doveva essere guidato poiché incapace di autogestirsi e determinarsi. Veniva 
preso in considerazione non come soggetto di diritto ma come oggetto su cui gli adulti 
erano chiamati ad esercitare diritti propri. 
Nella normativa internazionale l’ascolto del minore è sancito da diverse convenzioni
3
, tra le 
prime la Convenzione Aja del 25 ottobre 1980, relativa alla sottrazione internazionale di 
minori (art.13 2°comma) la quale prevede che l’autorità giudiziaria possa rifiutare di 
disporre il rientro del minore, pur in presenza di presupposti per il rientro “se accerta che 
questi si oppone e se egli abbia raggiunto un’età e una maturità tale da tenere in 
considerazione la sua opinione”. 
In seguito di notevole importanza viene adottata dall’assemblea dell’ONU il 20-11-1989  la 
Convenzione di New York, ratificata dall’Italia con la legge n.176 del 1991. Tale 
Convenzione, affonda le sue radici nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo 
(1948), la quale ha proclamato che l’infanzia ha diritto ad un aiuto, ad un’assistenza e ad 
una protezione particolare e appropriata sia prima che dopo la nascita. 
La Convenzione di New York ha inserito tra i diritti del minore, oltre a quello di essere 
ascoltato dalle istituzioni e dagli organismi preposti, la partecipazione dello stesso ai 
processi che lo riguardano secondo la sua capacità di discernimento. Tale recente 
ordinamento ha introdotto negli uffici giudiziari, personale competente ad ascoltare il 
minore tra cui psicologi, consulenti, ecc. Si è reso necessario quindi in ambito giudiziario, 
“dar voce” all’infante, sia in sede civile (affidamento familiare, preadottivo, adozione, 
separazione e divorzio ecc.) che in sede penale (es. l’audizione protetta del minore, vittima 
di violenza sessuale).  
Analizzando gli articoli
4
 della Convenzione di New York nell’art. 3 si legge che: 
                                                 
3
 A. DELL’ANTONIO “Le convenzioni internazionali sui diritti dei bambini” SEAM, Formello1998. 
4
 www.unicef.it
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Informazioni tesi

  Autore: Stefania Musio
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Servizio Sociale
  Relatore: Lucilla Castelfranchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 67

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