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L’evoluzione del diritto internazionale umanitario nelle relazioni internazionali

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Anteprima della tesi: L’evoluzione del diritto internazionale umanitario nelle relazioni internazionali, Pagina 5
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1.2 Trattato di Versailles del 1919. 
Nel tempo si è osservato come la coscienza collettiva abbia sempre suggerito che anche la guerra 
si dovesse ispirare ad una serie di regole di condotta finalizzate ad evitare/limitare quanto più 
possibile la barbarie gratuita, in linea generale, si riteneva opportuno, una volta terminato un 
conflitto, per cercare di stabilizzare la situazione di pace cui si era appena giunti, pervenire ad una 
sorta di amnistia generalizzata. Gli orrori compiuti durante i combattimenti erano così cancellati con 
un colpo di spugna e gli autori delle peggiori atrocità restavano impuniti e qualora appartenenti alla 
parte vincitrice, erano spesso celebrati come eroi. Si osserverà come il post conflitto della prima 
guerra mondiale non è esentato da questo tragico e beffardo rituale, anche se vi saranno delle 
interessanti innovazioni giuridiche, almeno nella prassi.  
Prima del trattato di Versailles era pressoché inconcepibile poter ipotizzare un'imputazione dei 
criminali di guerra fondata sulla loro responsabilità individuale; eppure, in quella sede, si cercò di 
contestare ciò al Kaiser Guglielmo II Hohenzollern di Prussia per aver iniziato una guerra di 
aggressione e per le violazioni del diritto bellico nella condotta delle ostilità. Si consideri che alla 
base di queste accuse vi erano le dichiarazioni espresse in tal senso dall‟allora primo ministro 
britannico, Lloyd George, che incentrava il tutto sulle conclusioni di un‟apposita commissione di 
giuristi incaricati di esaminare tale possibilità, e dal Presidente del Consiglio francese, 
Clemenceau9, che a tal fine avrebbe caldeggiato l‟istituzione di un tribunale speciale. L‟Italia si 
dichiarò contraria. Il Ministro degli Esteri, Sonnino, sottolineava l'inopportunità politica e le 
difficoltà d'attuazione di tale proposta ed il Presidente del Consiglio, Orlando, rilevava, come il 
processo al Kaiser fosse improponibile per l'inesistenza di norme internazionali che stabilissero la 
punibilità dei fatti e la pena applicabile. In tal caso, l'organo giudicante sarebbe stato istituito dagli 
stessi accusatori dopo la commissione dei crimini. La posizione italiana non fu seguita e il 
Consiglio Supremo delle forze vincitrici decise, il 23 gennaio 1919, d‟istituire una commissione 
incaricata di redigere una relazione sui seguenti quattro punti: 
1. la responsabilità degli autori dei reati di guerra; 
                                                          
9
 George Clemenceau, politico e giornalista, rimane coinvolto negli anni immediatamente precedenti il grande conflitto 
nell‟affaire Dreyfus, dal nome dell‟ufficiale dell‟esercito francese coinvolto in una spy story ante litteram -si consideri 
come qualche anno dopo la Francia seguirà interessata il procedimento contro Margareta Gertrude Zelle, meglio 
conosciuta con lo pseudonimo di Mata Hari- a favore dell‟avversario tedesco. Clemenceau è infatti il direttore de 
l‟Aurore, giornale dove Emile Zola scriverà il celebre J’accuse all‟indirizzo del Presidente della Repubblica, Felix, 
dove sottolinea l‟atteggiamento ottusamente partigiano ed antisemita assunto dalla commissione d‟inchiesta.  
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Informazioni tesi

  Autore: Silvestro Marascio
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master di I° livelo in Diritto Internazionale Umanitario
Anno: 2010
Docente/Relatore: Gabriele Prof. Natalizia
Istituito da: Università di Castel Sant'angelo in Roma, convenzionata MIUR e Sapienza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

FAQ

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Parole chiave

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diritto di ginevra
diritto internazionale umanitario
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società delle nazioni

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