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L’inefficacia delle clausole vessatorie

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Anteprima della tesi: L’inefficacia delle clausole vessatorie, Pagina 13
I PARTE Aspetti introduttivi  
 
 
e addirittura incrementando il benessere complessivo della società17. Quindi il contratto pre-
siede allo scambio di utilità tra operatori economici e rappresenta lo strumento di autodisci-
plina delle parti all‟interno di un ideale mercato perfettamente concorrenziale18.Secondo una 
definizione offerta da G.Alpa, <<dal punto di vista economico il contratto si considera come 
una unica operazione economica (cui si riferisce una “veste giuridica”) in cui le parti opera-
no razionalmente, dispongono di tutte le informazioni necessarie, regolano tutti gli aspetti 
rilevanti e tengono conto di tutte le evenienze successive; esse hanno egual potere contrattu-
ale e agiscono secondo la buona fede. In tal modo il contratto soddisfa l‟ottimo paretiano, 
perché aumenta il benessere collettivo aumentando l‟utilità di ciascuna parte>>19. In base a 
queste brevi considerazioni, la sostanziale neutralità della disciplina generale in materia di 
contratto circa il valore economico del bene o del servizio (valore che sarà determinato dal 
prezzo di mercato), “non significa però che l‟ordinamento giuridico lasci all‟autonomia pri-
                                                                        
17
 Secondo il concetto introdotto da Adam Smith nel suo classico The Wealth of Nations (1776) ogni individuo, 
“…agisce esclusivamente per la propria sicurezza e per il proprio tornaconto. E in questo è guidato da una mano invisi-
bile che lo porta a perseguire un fine estraneo alle proprie intenzioni. Nel fare i propri interessi spesso promuove anche 
quelli della società…”. 
18
 Un mercato è un meccanismo che consente ad acquirenti e venditori di interagire per determinare i prezzi e le quantità 
di un bene. Nell‟ambito della letteratura economica classica il termine mercato viene associato al modello ideale della 
concorrenza perfetta e quindi si fa riferimento a mercati in cui non esistono imprese o consumatori abbastanza potenti, 
da influenzare il prezzo di mercato. In altre parole si delinea un modello “in cui l‟equilibrio che si raggiunge nella con-
trattazione e che si oggettivizza nel prezzo dipende dall‟incontro della domanda e dell‟offerta... Infatti, quando si parla 
di domanda e di offerta si presuppone innanzitutto: a) che vi siano più soggetti presenti nella veste di acquirenti e di 
venditori; b) che l‟oggetto della contrattazione presenti caratteristiche omogenee nel senso che il bene offerto dal singo-
lo venditore abbia le medesime caratteristiche del bene offerto dagli altri”. Certo è che non basta la presenza di un nu-
mero molto grande di venditori ed acquirenti, nonché la indistinguibilità dei prodotti offerti dai venditori per la configu-
razione in concreto di un mercato perfettamente concorrenziale (ammesso che ciò possa realizzarsi nel mondo reale), 
ma occorre la piena fruibilità, da parte di tutti i soggetti che operano nel mercato, delle adeguate informazioni “in ordine 
alla compresenza della pluralità dei soggetti che ne sono protagonisti” e delle “diverse opportunità negoziali”. Infatti, 
circa le citate “diverse opportunità negoziali”, occorre dire che, soltanto attraverso precise informazioni circa la qualità 
dei beni oggetto delle contrattazioni e delle norme giuridiche che disciplinano la materia contrattuale (ed in particolare 
delle fondamentali clausole contrattuali che non riguardano il prezzo), si rende possibile l‟esplicarsi dell‟autonomia 
contrattuale, da un lato, e, dall‟altro, la determinazione del prezzo c.d. di equilibrio. Cfr. A.JANNARELLI “La disciplina 
dell’atto e dell’attività: i contratti tra imprese e tra imprese e consumatori”, in Diritto privato europeo, op. cit., pag. 
496 e ss. 
19
 Cfr. G.ALPA “Contratto e operazione economica”, in Istituzioni di diritto privato, Torino 1997, pag. 803. Ricordiamo 
che lo scambio risulta Pareto-efficiente quando non si può migliorare la condizione di un individuo senza peggiorare 
quella di un altro. Vilfredo Pareto è stato l‟economista italiano che alla fine del secolo XIX superò l‟approccio di Je-
remy Bentham il quale aveva posto il fondamento della moderna economia del benessere sul principio riassunto nella 
formula: “la massima felicità del maggior numero possibile di persone”. 
9
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L’inefficacia delle clausole vessatorie

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Informazioni tesi

  Autore: Cristina Marchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Davide  Messinetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 206

FAQ

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Parole chiave

art. 1469 quinquies c.c.
clausole vessatorie
contratto
direttiva cee n.93/13
diritto civile
disciplina dei diritti dei consumatori
inefficacia
nullità

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