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L’inefficacia delle clausole vessatorie

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Anteprima della tesi: L’inefficacia delle clausole vessatorie, Pagina 8
I PARTE Aspetti introduttivi  
 
 
zioso obiettivo di costruire l‟Unione europea, con programma enunciato nell‟Atto Unico eu-
ropeo del 3 febbraio 19864 e ribadito nel successivo Trattato di Maastricht del 7 febbraio 
19925, poi modificato dal Trattato di Amsterdam del 19976. Soltanto per accennare ad alcuni 
tra i molteplici aspetti storico-evolutivi che hanno contrassegnato lo sviluppo e la struttura-
zione del fenomeno in argomento, si ricordi come nella prima fase il punto strategico della 
Comunità sia stato quello di facilitare gli scambi tra i Paesi “sovrani”. Attraverso la rimo-
zione delle barriere tecniche e giuridiche che ostacolavano, e talora impedivano, la circola-
zione fisica sia dei prodotti (beni, servizi, attività personali e capitali), che delle persone, si 
                                                                                                                                                                                                                                             
non contemplava norme ad hoc sui diritti dei consumatori e sulla loro tutela. Le finalità del Trattato essendo circoscritte 
alla instaurazione di uno spazio economico libero tra i paesi aderenti, gli interessi che ne risultavano tutelati erano quelli 
squisitamente propri delle imprese, cioè delle controparti del pubblico dei consumatori”: cfr. G.ALPA “I diritti dei con-
sumatori in ambito europeo”, in Il diritto dei consumatori, Bari 1995, pag. 30. 
4
 “L‟Atto Unico europeo, con cui si è integrato e modificato il Trattato di Roma, entrato in vigore il 1°.7.1987 (l. 
23.12.1986, n.909), ha…previsto, all‟art.100 A, che la Commissione nelle sue proposte in materia di sanità, sicurezza, 
protezione dell‟ambiente e protezione dei consumatori si basa su un livello di protezione elevato”: cfr. ALPA G. “I diritti 
dei consumatori in ambito europeo”, in Il diritto dei consumatori, op. cit., pag. 30. 
5
 L‟art.129A (si veda la nota n.62) del trattato di Maastricht “annovera per la prima volta esplicitamente tra gli obiettivi 
della politica comunitaria la protezione del consumatore e distingue la politica dei consumatori della problematica lega-
ta al libero movimento di beni e servizi”: cfr. C.M.VERARDI “I cinquant’anni del codice civile e la tutela del cittadino 
consumatore”, in Rass.dir.civ., art. cit., pag. 842. <<Il Trattato di Maastricht, che ha trasformato la Comunità economi-
ca nell‟Unione europea, firmato il 7.2.1992 (l. 3.11.1992, n.454) ed entrato in vigore il 1° novembre 1993, prevede ad-
dirittura un titolo apposito, l‟undicesimo, dedicato alla “protezione dei consumatori”>>. Con queste disposizioni 
l‟Unione si è attribuita competenze specifiche in materia, in quanto “contribuisce al conseguimento di un livello elevato 
di protezione dei consumatori” mediante misure adottate ai sensi dell‟art.100A nel quadro della realizzazione del mer-
cato interno, e promuove “azioni specifiche di sostegno e di integrazione della politica svolta dagli Stati membri al fine 
di tutelare la salute, gli interessi economici dei consumatori e di garantire loro un‟informazione adeguata”: cfr. G.ALPA 
“I diritti dei consumatori in ambito europeo”, in Il diritto dei consumatori, op. cit., pag. 30. 
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 Il primo comma dell‟art.153 del Trattato di Amsterdam sostituisce all‟espressione “contribuisce al conseguimento di 
un livello elevato di protezione dei consumatori” dell‟art.129A del trattato di Maastricht (si veda la nota n.62) 
l‟esplicitazione dell‟impegno della Comunità a “promuovere gli interessi dei consumatori e ad assicurare un livello ele-
vato di protezione”. “L‟espressione promuovere lascia intendere che la Comunità non si accontenta di fissare le regole 
di protezione, ma assume un comportamento propulsivo, per far sì che gli interessi dei consumatori siano effettivamente 
protetti, e quindi siano rafforzati rispetto agli interessi che fanno capo agli operatori del mercato…La tutela riguarda il 
diritto alla salute e alla sicurezza, nonché gli interessi economici. La promozione riguarda il diritto all‟informazione, il 
diritto all‟educazione e il diritto all‟organizzazione per la salvaguardia degli interessi [dei consumatori]…sono diritti 
fondamentali, in quanto riconosciuti e garantiti dalla legge di base dell‟Unione”: cfr. G.ALPA “I diritti dei consumatori 
in ambito europeo e nel diritto interno”, in Il diritto dei consumatori, Bari 1999, pagg. 33 e ss. Il 2 ottobre 1997 il Trat-
tato è stato siglato ufficialmente ad Amsterdam, dopo che il 17 giugno 1997 i capi di Stato e di governo dell‟Unione Eu-
ropea avevano già raggiunto un accordo politico sul nuovo Trattato per l‟Europa: sull‟argomento cfr. AA.VV. “Trattato 
di Amsterdam e dialogo sociale europeo. Conferenza internazionale del 16 ottobre 1997”, a cura di Daniele Del Ciotto, 
Milano 1998, pagg. VII e ss.; per una lettura dell‟articolo153 (ex articolo 129A), contenuto nel Titolo XIV (ex Titolo 
XI) rubricato “Protezione dei consumatori” cfr. pag. 435. 
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Informazioni tesi

  Autore: Cristina Marchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Davide  Messinetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 206

FAQ

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Parole chiave

art. 1469 quinquies c.c.
clausole vessatorie
contratto
direttiva cee n.93/13
diritto civile
disciplina dei diritti dei consumatori
inefficacia
nullità

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