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L'economia del settore idrico. Scelte di regolazione e struttura proprietaria

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Anteprima della tesi: L'economia del settore idrico. Scelte di regolazione e struttura proprietaria, Pagina 9
infrastrutture  idriche  italiane,  a  causa  soprattutto  della  riduzione  degli  investimenti  nel 
periodo precedente la riforma e nei primi anni successivi all’emanazione della Galli. Uno 
studio dell’Istat del 2000 ha riscontrato un andamento variabile degli interventi pubblici nel 
settore: dopo un periodo di intensa attività (ventennio 1970-1990), in cui sono stati effettuati 
elevati investimenti per l’ampliamento delle reti di adduzione, distribuzione e fognatura e 
per la costruzione di nuove infrastrutture, gli interventi hanno subito una netta contrazione 
nei  quindici  anni  successivi.  L’ammontare  degli  investimenti  nel  settore  è  stato 
progressivamente ridotto, passando da un livello complessivo annuo di 2313 miliardi di euro 
nel 1985 ai 735 del 2000 (Istat 2000). Dall’esame della dotazione infrastrutturale è quindi 
emersa  la  necessità  di  effettuare  ingenti  investimenti  per  la  costruzione  di  nuove 
infrastrutture e per la manutenzione delle opere esistenti, come risulta dai piani d’ambito 
approvati. I dati più recenti di cui disponiamo sul livello degli interventi pianificati dalle 
Autorità  d’ambito sono contenuti  nella  “Relazione  annuale  al  parlamento sullo  stato  dei 
servizi idrici” del Coviri (Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche) relativa 
all’anno 2007 e nel “Rapporto sullo stato dei servizi idrici” pubblicato dallo stesso Comitato 
nel marzo 2008. Nel rapporto e nella relazione è analizzato il fabbisogno di investimenti 
utilizzando i dati contenuti in 58 piani d’ambito approvati da 53 autorità d’ambito italiane. 
L’ammontare degli investimenti previsti nei piani ammonta a 28826 milioni di euro, che 
verranno utilizzati nei prossimi venti anni circa1 prevalentemente per la costruzione di nuove 
opere e per la manutenzione straordinaria (sostituzione parti obsolete) delle infrastrutture 
esistenti.  Tramite  la  proiezione  del  dato  sulla  popolazione  servita  il  Comitato  ha  anche 
calcolato una stima del fabbisogno di interventi per tutti i 92 ambiti italiani, che ammonta a 
45714  milioni  di  euro,  dei  quali  il  50%  circa  finanzierà  la  manutenzione  ordinaria  e 
straordinaria della rete di acquedotto, mentre il  34% circa verrà assorbito dal servizio di 
fognatura e il restante 20% sarà destinato al servizio di depurazione. La presente stima del 
fabbisogno complessivo di investimenti è inferiore sia a quella effettuata in precedenza dallo 
stesso  Comitato,  che  ammonta  a  circa  52  miliardi  di  euro  (Coviri,  2004),  sia  al  valore 
riportato nell’ultima edizione del Blue Book, circa 66,5 miliardi di euro (ANEA-Utilitatis, 
1
. Si tratta di una media ponderata degli orizzonti temporali previsti dai 58 piani analizzati, dei quali la maggior 
parte è di medio-lungo periodo e ha una durata dai 20 a 30 anni. Alcune autorità d’ambito appartenenti a zone 
della Liguria, Lombardia, Emilia Romagna e Marche hanno invece realizzato piani di breve periodo, il cui 
orizzonte temporale è dell’ordine dei 3 anni.
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Informazioni tesi

  Autore: Alice Bacigalupo
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Dottorato in Economia Applicata e Metodi Quantitativi
Anno: 2009
Docente/Relatore: Amedeo Amato
Istituito da: Università degli studi di Genova
Dipartimento: DiEM Dipartim. di Economia e Metodi Quantitativi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 189

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increasing block rate
independent authority
institutional public private partnership
price regulation
riforma regolazione settore idrico
trigger regulation
two-part tariffs
underinvestment

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