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L'industria della birra

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Anteprima della tesi: L'industria della birra, Pagina 4
 4
 
Secondo Le Grand d’Aussy (La vie privée des Français, 1782) il consumo della birra, bevanda 
dei poveri, aumentava nei periodi di difficoltà; il bel tempo, al contrario, trasformava i bevitori di 
birra in bevitori di vino. Tra il 1750 e il 1780 la birra conobbe a Parigi una lunga crisi. Il numero dei 
birrai passò da 75 a 23, la produzione da 75.000 a 26.000 moggi
1
; i birrai raccoglievano le mele per 
cercare di recuperare sul sidro quello che perdevano sulla birra. La birra era oggetto di legislazione. 
Le città ne sorvegliano la fabbricazione: a Norimberga si poteva fabbricare birra soltanto fra il 
giorno di San Michele e la Domenica delle Palme. Heinreich Knaust, pubblicò un suo testo nel 
1575, offrendo la lista dei nomi delle birre più famose e vantandone le virtù medicinali per i bevitori 
[2]. 
 
L’industrializzazione vera e propria riguardante la birra è avvenuta negli ultimi 200 anni, dopo 
che furono inventati la macchina a vapore, il motore elettrico ed il compressore frigorifero e dopo 
che la scienza ha potuto spiegare i relativi fenomeni chimici naturali. Louis Paster  scoprì che la 
fermentazione è dovuta ai lieviti e che questi, per ottenere una birra dalle qualità eccelse, debbono 
essere protetti dagli altri microrganismi. Oggi la fabbricazione della birra è un processo naturale ma 
industriale, che segue per filo e per segno quello che la natura ha sempre fatto spontaneamente: il 
birraio si serve del progresso tecnico e scientifico per rendere i prodotti del suo lavoro più costanti e 
sicuri, grazie agli automatismi e alle eccellenti tecniche di controllo di laboratorio. La birra è una 
bevanda genuina, nonostante la semplicità delle materie prime impiegate e delle tecnologie 
applicate [1].  
 
 
1.2 La cultura della birra  
 
Fino a tempi recenti la produzione della birra si accompagnò a credenze magiche e superstizioni 
proprie della mentalità popolare. Presso i birrai è sempre stata tenuta in considerazione la stella a sei 
punte di David. Essa rappresenta i quattro elementi dell'antica Alchimia, la terra, l'acqua, l'aria e il 
fuoco, dei quali anche la birra è composta. Questa stella pare tenga lontano il male che potrebbe 
compromettere la buona riuscita della birra [6]. Per secoli la produzione della birra rientrava fra le 
comuni attività domestiche; tuttavia, per l'operazione dell'ammostatura si ricorreva spesso ad 
operatori esperti. Se capitava che l'operatore fosse una donna, nel caso che la fermentazione 
presentasse qualche difficoltà sul tino era posto un capo di biancheria maschile. Era infatti diffusa la 
credenza che le donne, durante alcuni giorni del mese, esercitassero un'influenza negativa sul 
lievito. Si credeva inoltre che, per non spaventare il lievito, non si doveva sbattere la porta o far 
vibrare il pavimento, solitamente di legno. In realtà perché il lievito si depositi e la fermentazione si 
avvii regolarmente, bisogna evitare anche le più piccole correnti d'aria ed ogni minimo scuotimento 
del mosto. In molte regioni d'Europa la birra ha fatto parte del rituale del corteggiamento amoroso. 
Un'altra occasione in cui la birra non poteva mancare era all'inizio dei lavori nei campi, dopo il gelo 
invernale. Il consumo pubblico della birra avveniva nelle locande, contrassegnate in genere da rami 
di pino o abeti appesi sopra la porta di entrata oppure da locandine di ferro battuto, o in altri metalli 
pregiati od anche in legno, raffiguranti in modo artistico o simbolico la denominazione del locale. 
 
In più punti del suo epistolario Goethe (come lui anche altri rappresentanti della cultura tedesca 
quali Hien e Lessing), disquisisce sulle qualità delle varie birre prodotte nelle diverse regioni della 
Germania. Dalle sue lettere si apprende che la birra prodotta in città non era eccezionale, quindi si 
acquistava da fuori e si beveva allungata con acqua. Questo perché, trattandosi di birre più forti, 
esse mantenevano più a lungo le loro caratteristiche, mentre le locali, più leggere, duravano solo 
fino a metà estate e poi inacidivano. Goethe, abituato alle birre di Francoforte equilibrate 
                                                 
1
 Un moggio equivale a 286 litri. 
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Informazioni tesi

  Autore: Giannina Arangino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Spanedda Enrico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

FAQ

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birra
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