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L'inserimento dei giovani ballerini nel mondo del lavoro. La Ricerca-Azione all'interno dei centri di formazione professionale per danzatori

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attività cognitive in quanto partecipa al processo cognitivo nel quale il corpo gioca un ruolo 
fondamentale, attraverso funzioni specifiche (Borghi, 2015). La consapevolezza di tale 
processo entra in gioco nell’ambito della danza in maniera diretta attraverso il movimento 
che permette di entrare in contatto con le sensazioni fisiche supportando «il riconoscimento 
di stati psichici e offrire una strada per entrare in relazione con essi in modo da renderli più 
trasparenti e flessibili»(Bloom, 2006; cit. in Mignosi 2008). Questo processo che implica la 
connessione tra idee e movimento, tra pensiero e azione, consente di sviluppare la capacità 
di percezione del proprio corpo, o meglio la consapevolezza che si ha di esso. Nel momento 
in cui si mette in atto un movimento, il ballerino è perfettamente consapevole del gesto che 
sta esprimendo, perché impara a conoscere tutte le diverse parti del suo corpo e a gestirle, 
dando luogo ad un prodotto finale. Tale capacità si sviluppa in modo unico in ogni ballerino 
e viene sperimentata gradualmente ed acquisita nel tempo. Pertanto la danza è di 
straordinaria importanza soprattutto per il fatto che essa è principalmente un’arte, che viene 
osservata dagli spettatori principalmente attraverso la vista. Il ballerino, però, nel momento 
in cui danza, non ha la possibilità di vedere i propri movimenti e quindi potrebbe percepire 
tale incapacità come un limite. In realtà è proprio ciò che rende peculiare la danza e la rende 
diversa dalle altre arti come la pittura, la scultura, la scrittura, che producono prodotti 
immediatamente visibili attraverso il ricorso a strumenti esterni. A tal proposito,questa 
differenza viene sottolineata da Pontremoli (2008, p.97, 98) sostenendo che la danza «nel 
suo prodursi non produce nulla di differito rispetto al corpo artefice: nella musica il corpo 
produce un suono, fruibili anche senza la percezione diretta di quel corpo; nell’arte 
figurativa e scultorea viene costruito un oggetto concreto distante rispetto al suo creatore; 
nelle arti audiovisive e multimediali vengono generati simulacri affidati a supporti percettivi 
attraverso un processo di transcodificazione […] la danza non è mai prodotto, ma sempre 
producente». Al fine di far chiarezza sulle potenzialità della danza come arte che sfrutta le 
risorse del proprio corpo, si riporta l’esperienza di un gruppo di ballerini non vedenti inseriti 
nella “Compagnia Damasco Corner” del coreografo fiorentino Virgilio Sieni:«Tra i suoi 
principali propositi si riconosce la volontà di portare avanti una ricerca “fondata sulla 
percezione reciproca del corpo”, ricerca che contribuisca alla riflessione “sulla natura stessa 
del gesto” e sul senso che la pratica coreutica assume nel contemporaneo»(Germanà, 2012,
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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Fiordilino
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: SCIENZE DELLA FORMAZIONE CONTINUA
  Corso: SCIENZE DELLA FORMAZIONE CONTINUA
  Relatore: Francesca Pedone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 103

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Parole chiave

formazione
orientamento
ricerca azione
progetto formativo
danzatori
accompagnamento
centri di formazione professionale

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