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L'introduzione del sistema di gestione della performance nelle pubbliche amministrazioni italiane

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Anteprima della tesi: L'introduzione del sistema di gestione della performance nelle pubbliche amministrazioni italiane, Pagina 4
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Lontano da queste considerazioni è il Capo del dipartimento della Funzione 
Pubblica, Antonio Naddeo che, in un articolo pubblicato su Il Sole 24ore (2009), 
invece, attribuisce la responsabilità del “fallimento delle riforme” alle parti ed a 
come queste hanno interpretato il loro ruolo.  
Quest’ultimo in particolare, denuncia un contesto incentrato sull’autoreferenzialità 
dei soggetti agenti, a scapito della collettività.  
Vertice politico, classe dirigente, lavoratori pubblici e organizzazioni sindacali 
spesso, si sono preoccupati di relazionarsi tra loro, dimenticando ciò che sta alla base 
della funzione amministrativa, ovvero l’interesse pubblico.  
Oggi è risaputo che una filosofia di questo tipo, oltre a contrastare con i principi base 
in materia di pubblica amministrazione, nuoce al Paese e al sistema economico in 
termini di servizi pubblici di scarsa qualità e per nulla competitivi.  
Ecco spiegati i punti cardine della terza ed ultima fase del processo di 
privatizzazione, tutt’ora in corso, comunemente conosciuta come “Riforma 
Brunetta”, sancita dal Decreto legislativo n.150 del 27ottobre2009, emanato in virtø 
della legge delega n.15 del 4marzo2009.  
L’asse della riforma, infatti, è la forte accentuazione della selettività nell’attribuzione 
degli incentivi economici e di carriera, in modo da premiare i capaci e i meritevoli, 
incoraggiare l’impegno sul lavoro e scoraggiare comportamenti di segno opposto, il 
tutto in un contesto di piena affermazione di quella cultura della valutazione che ha 
impedito ai decreti precedenti di produrre un effettivo salto di qualità.  
 
1.2 La riforma Brunetta  
La riforma Brunetta si sviluppa in un contesto segnato da una profonda sfiducia della 
pubblica opinione nei confronti degli apparati amministrativi pubblici, avvertiti come 
improduttivi, distanti dai bisogni dei cittadini, al servizio di sØ stessi anzichØ del 
Paese.  
La vera novità di tale riforma è data appunto non tanto dalle sue finalità, come 
afferma Antonio Neddeo nel suo articolo (2009), che fondamentalmente non sono 
diverse da quelle già previste dalla normativa anteriormente vigente, quanto dal fatto 
di definire un apparato di misure, coerentemente articolato e disciplinato, che 
obbligherà gli attori ad esercitare correttamente il proprio ruolo, eliminando ogni
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Informazioni tesi

  Autore: Miriam Ferrara
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e politiche pubbliche
  Relatore: Anna Francesca Pattaro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 134

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