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L'operatore qualificato nella intermediazione finanziaria

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Anteprima della tesi: L'operatore qualificato nella intermediazione finanziaria, Pagina 3
SSPL- Anno Accademico 2009-10 
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rivolte ai propri istituti di credito manifestando il loro intendimento 
di recedere dal contratto11. La clausola penale - sempre apposta in 
siffatti contratti - che le banche utilizzano come specchietto per le 
allodole, fa sì le società desistano dall’unica soluzione che, pur 
comportando loro un esborso nei confronti dell’intermediario, le 
metterebbe al riparo da ulteriori perdite12. Così le banche possono 
proporre una ristrutturazione del contratto che, in apparenza, 
sembra vantaggioso, in quanto consiste nella stipula di un nuovo 
contratto di swap, soggetto a condizioni differenti rispetto a quelle 
precedenti, ma che non comporta l'estinzione delle passività 
prodotte dal vecchio negozio. Queste ultime, infatti, vengono 
incorporate nel nuovo, che dunque nasce con il segno negativo ed è 
destinato a produrre ulteriori passività13. 
Di regola, alla società non rimane che introdurre il giudizio di 
merito contro l’intermediario affinché ne sia accertata la 
responsabilità per violazione delle regole di condotta previste dalla 
normativa di settore e lo si veda condannare al risarcimento del 
danno.  
Allo stesso modo, una volta innanzi al Tribunale, gli istituti di 
credito convenuti si difendono eccependo l’esistenza della 
dichiarazione attestante lo status di «operatore qualificato» e la 
conseguente legittimità della condotta tenuta nei confronti 
dell’investitore14. 
Rebus sic stantibus tutta la questione è riconducibile ad accertare 
se, al momento della stipulazione del contratto, sull’intermediario 
finanziario debba gravare o meno l’onere di verificare la sussistenza 
                                                                                                                                  
"Finanze" della Camera dei Deputati in data 30 ottobre 2007: “si è spesso rilevata la mancanza 
di presidi che potessero garantire il rispetto dei requisiti minimi atti ad assicurare che le 
operazioni proposte alla clientela fossero effettivamente definibili di copertura. *…+ È stato 
inoltre rilevato che i derivati erano sovente per la loro stessa costruzione inadatti al 
soddisfacimento dei bisogni di copertura di aziende non finanziarie o di enti pubblici”. 
11
 Sulle ragioni che possono portare le società o gli enti della Pubblica Amministrazione (in 
seguito abbreviato in PA) all’acquisto di strumenti derivati si rinvia al capitolo primo, paragrafo 
1.2. Cfr. CONSOB, Indagine conoscitiva sulla diffusione degli strumenti di finanza derivata, op. 
cit.. 
12
 Cfr. ad esempio App. Trento, 5 marzo 2009, p. 4. 
13
 Cfr. F. SARTORI, Gli swap, i clienti corporate e la nozione di operatore qualificato, 
http://www.ilcaso.it, 12 giugno 2005, p. 4. 
14
 Cfr. V. SANGIOVANNI, I contratti derivati e il regolamento Consob n. 11522 del 1998, in Giur. 
merito, 2009, n. 6, pp. 1516 ss.. 
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Informazioni tesi

  Autore: Guido Poggi
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Specializzazione per le Professioni Legali
Anno: 2010
Docente/Relatore: Antonio Rizzi
Istituito da: Università degli Studi di Firenze
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

FAQ

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