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L'origine dell'insindacabilità parlamentare e la sua evoluzione nella giurisprudenza costituzionale

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Anteprima della tesi: L'origine dell'insindacabilità parlamentare e la sua evoluzione nella giurisprudenza costituzionale, Pagina 4
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tutela dell’interesse del Parlamento al pieno dispiegamento della propria autonomia, 
esplicandosi anche nel libero esercizio del mandato parlamentare rispetto agli altri poteri 
dello Stato .  
Infatti viene garantita  al parlamentare l’inviolabilità della residenza ed anche di 
spazi ulteriori identificabili come domicilio, ma il medesimo valore giuridico è 
chiaramente sotteso all’intera norma giuridica, nessun membro del Parlamento può essere 
sottoposto a perquisizione personale o domiciliare. 
Inoltre il terzo comma dell’art. 68, equipara a tutti i fini a questa fattispecie quella 
delle intercettazioni di conversazioni e del sequestro di corrispondenza di parlamentari.  
Il testo dell’art. 68 della Costituzione, nella sua versione iniziale approvata 
dall’Assemblea costituente nel 1948, non contemplava solo la necessità di una 
autorizzazione a procedere nei confronti del parlamentare ma anche ulteriori 
autorizzazioni.  
Si trattava sia delle autorizzazioni ad essere assoggettato a perquisizioni personali o 
domiciliari. 
In questo caso, non trattandosi di misure cautelari ma di atti di acquisizione delle 
prove, la dottrina aveva escogitato la definizione di atti invasivi, rispetto ai quali appariva 
problematica la riconducibilità alla ratio di tutela del parlamentare dal fumus persecutionis, 
vigente per il primo tipo di autorizzazioni in analogia a quanto previsto per il più generale 
istituto dell’autorizzazione a procedere. 13 
Queste osservazioni pongono al di fuori e contro il dettame costituzionale certi 
abusi dell’istituto delle immunità parlamentari, tendenti ad utilizzarlo come generica 
garanzia di impunità.  
Dovendo stigmatizzare l’ovvia considerazione che, in un paese libero, è assai più 
corretto, soprattutto per un parlamentare che si ritenga innocente, farsi giudicare da un 
giudice imparziale in un giudizio pubblico, dove, tra l’altro, meglio si possono far valere le 
proprie ragioni.  
Il rifiuto dell’autorizzazione da parte delle Camere non significa certo l’assoluzione 
nel merito del parlamentare (del resto il giudizio è stato solo rinviato), così come la sua 
concessione non costituisce di per sé una condanna. 
 
13
 ATTI PARLAMENTARI, Camera dei Deputati, Documenti ,XIV Legislatura, pag.3
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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Russo
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2008-09
  Università: unisu
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Anna Pirozzoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

FAQ

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insindacabilità parlamentare
prerogative parlamentari
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