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La condizione patrimoniale della donna tra Otto e Novecento, con particolare riferimento all'istituto della dote

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Anteprima della tesi: La condizione patrimoniale della donna tra Otto e Novecento, con particolare riferimento all'istituto della dote, Pagina 5
1 L’istituto della dote nella storia: etimologia e cenni storici. 
Prima di entrare nel merito della capacità patrimoniale della donna in epoca romana 
e analizzare l‟istituto della dote, così come regolamentato dal diritto romano, si vuole 
brevemente accennare alla situazione della donna –romana- in generale che, è bene ricordare, 
in nessun caso poteva compiere una serie di atti giuridici, abbisognando sempre del sostegno e 
della concorde volontà /autorità del pater familias, se vivente, o del tutore, in caso di assenza 
6
del padre. 
La donna romana non aveva da sola capacità di vendere, né stare in giudizio, né far 
testamento, né accettare un‟eredità, né obbligarsi ad un debito o liberare uno schiavo. La 
7
donna era agnata del nonno, del padre, del fratello e della sorella, ma non lo era del marito e 
dei figli: non del marito perché il marito non soggiaceva all‟autorità del suocero e non dei figli 
perché ella non aveva capacità giuridica di dare inizio ad una linea discendente di agnazione. 
I giuristi romani, come Ulpiano, erano soliti affermare che la donna era “caput et 
finis” della sua famiglia: in lei la famiglia moriva, avendo questa figli ma non eredi. 
Per entrare nel merito della capacità patrimoniale della donna romana è 
indispensabile analizzare più da vicino l‟istituto giuridico della dote, il quale ha radici 
decisamente arcaiche. La dote nasce come obbligo morale e sociale, prima, per poi acquisire 
natura di vero e proprio obbligo giuridico. 
8
 La troviamo infatti citata nelle Georgiche di Virgilio, dove, a commento di Servio, 
si racconta come le mogli, cadendo sotto la manus del marito, consegnassero a quest ultimo 
un patrimonio a titolo di dote, che sarebbe a lui servito. Così come troviamo traccia in 
9
Cicerone della conventio in manum della mulier a causa della quale la moglie perdeva 
qualsiasi diritto di successione rispetto alla propria famiglia di origine. 
Da un punto di vista etimologico, il termine dote trova il suo corrispondente latino in 
dos (da do); l‟accezione etimologica del termine ci aiuta infatti a comprendere come il 
10
concetto giuridico di dote corrisponda a quello di donazione. 
Relativamente alla sua funzione, invece, inizialmente la dote acquisì una valenza 
prettamente economica ovvero quella di provvedere agli oneri del matrimonio costituendo (ad 
6
 M. BELLOMO, La condizione giuridica del la donna in Italia: vicende antiche e moderne, Torino, 1970, 
p.14. 
7
 Col termine adgnatio si indica il legame fra un comune capostipite e quanti discendevano da lui: il legame 
fra padre e figli e nipoti e poi il legame fra chi si poteva trovare sotto l‟autorità dello stesso pater familias. 
8
 Georgiche, I, 31. 
9
 Top., IV, 23: “Cum mulier viro in manum convenit, omnia quae mulieris fuerunt viri fiunt dotis nomine” 
riferimento in A. AZARA, E. EULA, Novissimo digesto italiano, Torino 1982. 
10
 A. NICOLETTI, La Dote in A. AZARA, E. EULA, Novissimo digesto italiano, Torino 1982, p. 257-258. 
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Informazioni tesi

  Autore: Nicola Bruni
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Paolo Passaniti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 66

FAQ

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ad sustinenda onera matrimonii
art. 166 bis c.c.
art. 177 c.c.
beni dotali
capacità patrimoniale
codificazione moderna
comunione dei beni
condizione femminile
diritto di famiglia
disciplina patrimoniale
donatio propter nuptias
donna
dote
elemosine dotali
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istituto dotale
legge 19 maggio 1975 n°151
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