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La corruzione tra privati

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Anteprima della tesi: La corruzione tra privati, Pagina 7
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principio di legalità, minato da così disinvolte estensioni. Si tratta di episodi che 
constano di un allargamento in via interpretativa dell’ambito di operatività dello statuto 
penale della Pubblica Amministrazione, attraverso una lettura estensiva delle norme 
attributive delle suddette qualifiche
6
.  
Parallelamente alla constatazione dell’assenza di penetrante controllo da parte degli 
azionisti sulla gestione dell’impresa da parte degli amministratori, si rimarcava 
l’improcrastinabile esigenza di introdurre nel nostro ordinamento una tutela adeguata: 
“Si potrebbe dunque pensare all’opportunità di introdurre anche nel nostro 
ordinamento una fattispecie di infedeltà patrimoniale; tuttavia, solo che si guardi alle 
sue prospettazioni nelle diverse legislazioni europee, essa richiederebbe comunque la 
dimostrazione del danno (o della dolosa esposizione a pericolo) nei confronti del 
patrimonio del soggetto passivo. Donde la sua inadeguatezza ad evitare i pregiudizi 
economici conseguenti alla corruzione, essendo il più delle volte impossibile stabilire se 
la condotta tenuta dal soggetto <<corrotto>> sia produttiva di un reale nocumento 
patrimoniale per la società”
7
.  
Siffatta ricostruzione presentava l’indiscutibile pregio di evidenziare la contiguità tra 
una fattispecie di “infedeltà patrimoniale” e una di cosiddetta “infedeltà personale”, 
laddove la prima sarebbe volta a reprimere le condotte oggettivamente dannose o 
pericolose per il patrimonio del soggetto passivo, e la seconda, fondata sull’accettazione 
di indebite utilità per il compimento di atti conformi o contrari ai doveri dell’ufficio, 
nonché indifferente alla produzione di qualsivoglia danno o messa in pericolo di beni 
giuridici, orientata a reprimere il pericolo di pregiudizi economici per la società, 
colpendo ab origine la violazione del dovere comportamentale del soggetto agente, che 
accetti un indebito compenso. Entrambe entrerebbero a far parte di una tutela approntata 
a 360 gradi, nell’ottica di un medesimo continuum punitivo: anticipando l’una la 
punibilità al momento dello scambio corruttivo tra atto d’ufficio e utilità, e 
prescindendo da un evento dannoso o pericoloso, e differendola all’effettiva 
verificazione di un nocumento l’altra.  
Tale dottrina impostava con netto anticipo i termini di un dibattito, quello sulla 
progressione criminosa tra le due fattispecie, che circa dieci anni dopo, si sarebbe 
riproposto essenzialmente negli stessi termini. 
                                                 
6
 R. ACQUAROLI, L. FOFFANI, La corruzione tra privati: note introduttive sull’esperienza italiana, in 
AA.VV., La corruzione tra privati: esperienze comparatistiche e prospettive di riforma (atti del 
convegno, Jesi, 12-13 aprile 2002), a cura di R. Acquaroli e L. Foffani, Giuffrè editore, Milano, 2003. 
7
 SEMINARA S., Op. Cit.,  p. 990.

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La corruzione tra privati

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Informazioni tesi

  Autore: Renato Marini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Roberto Rampioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 141

FAQ

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Parole chiave

economia
corruzione
azienda
penale
patrimoniale
infedeltà
2635
corruttivi
riforma 2002
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