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La disciplina del soccorso in mare: pericolo e tutela dell'ambiente

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Rispetto alle norme del diritto romano, molto vicine nella tutela dei naufraghi, ritorna nel diritto 
medievale il famigerato ius naufragii perché prevedeva il diritto dei feudatari di impadronirsi delle 
cose e financo talvolta dei naufraghi. 
Si noti in proposito che furono numerosi gli interventi della chiesa in materia, in particolare grazie 
ai pontefici Alessandro III e Pio V, per abolire lo ius naufragii e rendere obbligatorio il soccorso in 
mare,  
Già il Concilio Lateranense I del 1110 aveva affermato l'iniquità del costume di depredare i 
naufraghi: “Quicumque res naufragorum diripiunt, ut raptores et fratrum necatores ab ecclesiae liminibus 
excludantur”. 
La norma fondamentale di condanna del diritto di naufragio si trova, tuttavia, contenuta nella 
raccolta delle decretali di Gregorio IX, e riporta il pensiero del Concilio Lateranense III del 1179. 
Il testo, che nella prima parte si pone a tutela della libertà dei commerci e della navigazione 
disponendo la scomunica per quanti riducessero in schiavitù i depredati ed i cristiani o ne 
depredassero le loro cose, nella seconda parte contiene una condanna del diritto di naufragio. 
Il divieto di occupazione dei beni dei naufraghi nei lidi del mare e nelle terre soggette alla Chiesa 
romana è ripetuto anche nella bolla Romanus pontifex di Papa Giulio II del 1509 ove il Papa ribadiva 
il diritto dei legittimi proprietari di rivendicare le cose gettate in mare e di recuperare quanto 
perduto durante il naufragio. 
Ancora, in epoca medievale, si succedettero anche norme a tutela dei naufraghi, presenti negli 
statuti delle repubbliche marinare italiane ed altre leggi similari francesi, spagnole ed inglesi. 
A proposito di norme in materia di naufragi emanate dalle repubbliche marinare, si menzionano le 
Tavole Amalfitane, conosciute anche come Tabula Amalphitana o Tabula de Amalpha, il cui titolo 
originario latino era “Capitula et ordinationes Curiae Maritimae nobilis civitatis Amalphae” 
Le Tavole consistevano in un codice marittimo, redatto ad Amalfi intorno all'XI secolo che è 
ritenuto il più antico statuto marittimo italiano che fu utilizzato in tutta l'area del mar Mediterraneo 
fino al XVI secolo.  
Tra le varie normative presenti nelle Tavole che regolamentavano i traffici, i commerci ed il 
comportamento in mare dei membri dell’equipaggio, attribuendo a ciascuno di loro specifici diritti e 
doveri, si ricorda in particolare una norma in materia di compenso per la perdita di beni a seguito di 
naufragio che stabiliva un rimborso per i marinai che erano stati privati dei loro effetti personali. 
Sempre in epoca medievale si ricorda, in Francia, l’ordinanza di Luigi IX del 1221 che assicurava la 
protezione reale ai naufraghi.  
Per rivedere i principii romanistici del soccorso, occorrerà però attendere i Ruoli di Oleron risalenti 
al XIII secolo che prevedevano, tra le altre norme, il diritto del proprietario, già presente nel diritto

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La disciplina del soccorso in mare: pericolo e tutela dell'ambiente

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Informazioni tesi

  Autore: Aldo Cavanna
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Pierangelo Celle
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 198

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varie tipoligie del soccorso in mare

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