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La disciplina delle intercettazioni, de iure condito e de iure condendo, alla luce delle più recenti prospettive di riforma. Aspetti e garanzie costituzionali nel bilanciamento tra diritti costituzionalmente garantiti.

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privacy dei cittadini dall’eccessiva diffusione del contenuto di intercettazioni per 
mano della stampa nazionale; 2) limitare gli eccessivi costi che l’impiego di tale 
strumento investigativo, da parte dei magistrati requirenti, determinava per le 
casse dello Stato. 
Propositi che, in tal senso, sollevarono e sollevano ancora oggi, forti dubbi sulle 
reali intenzioni del provvedimento.  
È indiscutibile che, a volte, sia stato pubblicato il contenuto di intercettazioni tra 
soggetti terzi estranei ai fatti, come pure che dal contenuto delle stesse, siano 
iniziati processi mediatici fuori dalle aule di Tribunale. 
Allo stesso modo, non si nega che certi magistrati abbiano di fatto stravolto la 
natura investigativa delle intercettazioni abusandone rispetto al loro originario 
utilizzo, fuori dalla linea tracciata dal codice di rito e dalla Costituzione. 
Tuttavia, si teme che tale disegno di legge, in realtà, voglia, per un verso, 
“imbavagliare” la stampa nazionale impedendole di far conoscere all’opinione 
pubblica fatti di rilevante interesse sociale che diversamente rimarrebbero ignoti, 
per un altro, limitare notevolmente l’uso delle intercettazioni da parte dei 
magistrati, “colpevoli” di aver fatto un uso arbitrario ed eccessivo  di tale mezzo 
investigativo. 
Il D.D.L., infatti, prevedendo nuovi limiti di ammissibilità, presupposti e durata, 
andrebbe a limitare in peius la funzione requirente svolta dai magistrati 
nell’esercizio dell’azione penale; a tutto ciò, va aggiunta la previsione del divieto 
assoluto di pubblicare e diffondere il contenuto delle intercettazioni fino 
all’udienza filtro, con cui si determinerebbe una grave e notevole limitazione del 
diritto di cronaca, tutto a vantaggio del diritto alla privacy. 
In tal senso, in questo nostro lavoro di ricerca, vogliamo analizzare in via 
sperimentale proprio questo disegno di legge nelle sue diverse contraddizioni, 
cercando di dimostrare come, de facto, tale provvedimento rischi di ledere alcuni 
diritti costituzionalmente garantiti, quali il diritto di cronaca, a vantaggio di altri 
diritti, quali il diritto alla privacy, non essendo rinvenibile, ai noi nostri occhi, un 
sostanziale miglioramento della tutela offerta ai soggetti coinvolti. 
Sosterremo la tesi secondo cui l’attuale disciplina contenuta nel codice di rito, 
anche per il ruolo magistrale svolto da parte della Consulta, è in linea con i
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Informazioni tesi

  Autore: Pietro Cinquemani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Antonino - Spataro Agnello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

FAQ

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Parole chiave

corte costituzionale
intercettazioni
consulta
diritto processuale penale
pisapia
angelino alfano
ornella spataro
presidente della repubblica
leonardo filippi
riforma delle intercettazioni

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