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La durata massima e media della prestazione di lavoro

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Anteprima della tesi: La durata massima e media della prestazione di lavoro, Pagina 3
La disciplina dell’orario di lavoro nel R.D.L. n. 692  del 15-3-1923 
essendo possibile superare le 48 ore a settimana lavorando solo 8 ore al giorno per 6 
giorni
5
. Un’altra parte della dottrina
6
 ha sostenuto invece che la “o” deve essere letta 
come un vel (e) e che i due limiti dovrebbero essere considerati in modo congiunto, 
evidenziando inoltre la necessità di adeguare l’interpretazione dell’art.1 al successivo 
dettato costituzionale (art. 36 co. 2). La riserva di legge in tema di fissazione della 
durata massima della giornata lavorativa contenuta nella norma costituzionale, 
avrebbe, infatti, carattere assoluto e non consentirebbe quindi, la possibilità di 
adottare discipline di origine contrattuale che stabiliscano il superamento del limite 
legale delle 8 ore giornaliere o di quello globale di 10 ore al giorno, ossia di quello 
comprensivo del lavoro straordinario
7
. Tale lettura, secondo i suoi sostenitori, è 
confermata anche dal dettato dell’art. 5 dello stesso Decreto n. 692/1923 il quale, 
definendo lo straordinario come “l’aggiunta alla giornata normale di lavoro di cui 
all’art. 1”di un determinato periodo di tempo, presuppone, di conseguenza, una 
durata fissa e non variabile della giornata lavorativa
8
. Integrando, quindi, il disposto 
dell’art.1 con quello dell’art. 3, si giungerebbe ad escludere che la giornata lavorativa 
                                                 
5
  ICHINO P., Orario di lavoro, in Digesto Disc. Priv., sez. Comm., Torino, 1994, p, 393; ICHINO P., 
Il tempo della prestazione nel rapporto di lavoro, II, Giuffrè, Milano, 1985, p. 278; ICHINO P., 
L’orario di lavoro e i riposi, artt. 2107 e 2109, in Comm. Cod. civ. diretto da P. Schlesinger, Milano, 
Giuffrè, 1987, p. 21. 
6
 Sono invece sostenitori della tesi della concorrenza PERA G., Diritto del lavoro, Padova, Cedam, 
1996, pp. 460-461; CASSI V., La durata della prestazione di lavoro, vol. II, Milano, 1956, pp. 34-35; 
CORRADO R., Trattato di diritto del lavoro, vol. III, Torino, 1969, pp. 135-136; BALLESTRERO 
M. V., Orario di lavoro, in Enc. Giur. Dir., vol. XXX, Milano, Giuffrè, 1980, p. 623; CARABELLI 
U., LECCESE V., Orario di lavoro: limiti legali e poteri della contrattazione collettiva, in QDLRI, 
1995, n. 17, p. 35; SCARPONI S., Riduzione e gestione flessibile del tempo di lavoro, Milano, 1998, 
p. 95 ss.    
7
 CARABELLI U., LECCESE V., Orario di lavoro: limiti legali e poteri della contrattazione 
collettiva, in QDLRI, 1995, n. 17, p. 35; SCARPONI S., Riduzione e gestione flessibile del tempo di 
lavoro, Milano, Giuffrè, 1998, p. 95; questa opinione non è invece condivisa da DE LUCA TAMAJO 
R., Il tempo nel rapporto di lavoro, in Dir. Lav. Rel. Ind., 1986, n. 31, p. 447, secondo cui “la 
genericità del dettato costituzionale non impone vincoli aprioristici e non preclude quindi al 
legislatore ordinario di operare all’insegna della flessibilità attraverso la previsione di una durata 
massima media nell’ambito della settimana”.  
8
 ICHINO P., Il tempo della prestazione nel rapporto di lavoro, vol. II, Milano, Giuffrè, 1985, pp. 
276-277. 
 3
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Informazioni tesi

  Autore: Lucio Gino Antenucci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Vincenzo Valentini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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Parole chiave

clausola di non regresso
durata massima prestazione di lavoro
lavoro effettivo
lavoro nella p.a.
lavoro straordinario
orario di lavoro

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