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La percezione sociale della pedofilia: una web survey

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Durante il Medioevo la pedofilia ricompare sotto un’altra forma: l’apprendistato 
presso le botteghe degli artigiani. Il bambino intorno agli 8-10 anni lasciava la sua 
famiglia di origine per andare a vivere e lavorare con il suo maestro. E anche qui non 
era iniziato solo al lavoro, ma anche al sesso. Il bambino veniva sfruttato e 
considerato una merce da utilizzare per soddisfare qualsiasi desiderio, e tutto era 
perfettamente lecito, perché l’affidamento era stato voluto dai genitori naturali.  
Nel corso del Medioevo e nei secoli successivi vi fu sempre una diffusa promiscuità 
tra adulti e bambini anche per la condivisione degli spazi sia di giorno che di notte. 
Dormire da soli non era un'abitudine diffusa e i bambini rimanevano spesso nel letto 
o nella stanza dei genitori, o in quella di altri parenti o servitori, e potevano assistere 
a effusioni sessuali degli adulti, o anche essere facilmente oggetto di attenzioni e 
molestie da parte di qualche membro della famiglia allargata. Questo era il clima 
culturale nelle famiglie nobili e non [ibidem].   
Nella seconda parte del Medioevo, il grande calo demografico che decimò la 
popolazione europea indusse i governanti a reprimere le pratiche sessuali che non 
favorivano il processo di procreazione, ma queste non vennero perseguite e punite 
esclusivamente per ragioni demografiche ma anche per motivazioni etico-religiose 
che andavano contro l'esercizio della sodomia [de Cataldo, 1999: 7].  
La tradizione giudaico-cristiana, pur costituendo un deterrente nei confronti della 
pedofilia omosessuale, risultava meno incisiva nella difesa delle bambine, le quali 
contraevano matrimonio all’età di 10 anni con uomini molto più anziani [Riggi, 
2006: 14]. 
All'inizio del XVI secolo, con lo scoppio dell'epidemia di sifilide, ci fu un fortissimo 
periodo di severità e di condanna [Persico, 2001: 15-16]. Il reato di devianza sessuale 
veniva punito anche con la morte.  
Va detto, però, che durante il Rinascimento, appare, specialmente in Italia, una 
tendenza di pensiero opposta, una corrente semi-sotteranea di erotismo artistico, che 
indicava come la repressione fosse lontana dall’essere pienamente efficace nel 
tentativo di incanalare l’impulso sessuale entro gli stretti confini del matrimonio. 
Venne riportato in vita il culto della pederastia, come dimostrato dai nudi di 
adolescenti del Verrocchio, di Botticelli e di Leonardo, ma con un carattere meno 
spirituale rispetto a quello che aveva avuto in Grecia, tanto che per designare il

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Informazioni tesi

  Autore: Ilaria Bellano
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Criminologia applicata per l'investigazione e la sicurezza
  Relatore: Costantino Cipolla
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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