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La responsabilità sportiva nell'ordinamento italiano e statunitense

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Anteprima della tesi: La responsabilità sportiva nell'ordinamento italiano e statunitense, Pagina 2
 11
materiali. Il professionismo esasperato rubò il posto ad un dilettantismo dalle radici morali 
più sane e profonde
5
. 
Ma in fondo, questo segno dei tempi che passano non è realtà anche della storia delle 
olimpiadi moderne e del nostro tempo? 
Così, poco importa che furono i Romani, con le loro conquiste, ed il Cristianesimo, che 
considerava alquanto pagana l’idea olimpica, a sopprimere l’appuntamento olimpico
6
. 
Forse l’Olimpiade, con il suo carico di valori e di ideali, era già morta da molto tempo…  
Ma ciò che fu distrutto, rimase in realtà solo sopito nelle pieghe della mente e nei cuori 
degli uomini più virtuosi. 
Un primo, fallimentare, tentativo fu compiuto da Evangelistas Zappas, un ricco greco 
emigrato in Romania, il quale, con il benestare del governo ellenico, organizzò nel 1859 
una serie di competizioni nelle strade e nelle piazze di Atene, le quali furono però 
sconvolte dai disordini e dall’incomprensione per un avvenimento ormai troppo lontano 
dalla cultura e dell’idea del tempo. 
E così fallirono miseramente anche i successivi tentativi, ripetuti negli anni 1870, 1875, 
1879
7
. 
Tutto questo era comunque il segno di una volontà di cambiamento; o meglio, la restaura-
zione di un ideale autentico ma innovativo allo stesso tempo. 
Seme che divenne frutto tra il 1892 ed il 1894, con il fermento provocato dal congresso 
internazionale degli sport atletici tenutosi presso l’università della Sorbona di Parigi; in 
questa sede, la guida entusiasta e lucida di Pierre de Fredi, barone di Coubertin, riuscì in 
un’opera fino ad allora sfuggita a chiunque. Famoso ai posteri per il suo motto, egli ebbe 
soprattutto il merito di convocare il congresso, nell’intenzione di dare un impulso decisivo 
a quello che fu lo sport mondiale del tempo
8
. Ed il carisma del personaggio fu una scintilla 
irresistibile per riaccendere il sacro fuoco di Olimpia, coinvolgendo i trentanove delegati 
presenti nell’organizzazione dei primi giochi olimpici dell’era moderna e per costituire, il 
16 Giugno 1894, il comitato interministeriale dei Giochi Olimpici, che dal 1900 diverrà 
quello che tuttora conosciamo come Comitato Internazionale Olimpico (CIO)
9
. 
                                                 
5
 M. Sanino, Diritto sportivo, op. cit., pag 16. 
6
 Questo avvenne tramite un editto dell’imperatore Teodosio I del 393 d.C., su invito di S. Ambrogio, 
vescovo di Milano, in seguito ad una rissa finita in tragedia nello stadio di Tessalonica. 
7
 M. Sanino, Diritto sportivo, op. cit., pag 17. 
8
 Il nobiluomo, evidenziando lo spirito che lo muoveva, fece del resto stampare sui biglietti d’invito la 
dicitura “Congresso per il ristabilimento dei Giochi Olimpici”, come riportatoci da M. Gherarducci, I giochi 
sono fatti: la storia, i personaggi e i risultati delle Olimpiadi dal 1896 ai nostri giorni, Zelig, Milano, 1996. 
9
 G. Valori, Il diritto nello sport, Giappichelli, Torino, 2005, pag 3. 
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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Filisetti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Diana Cerini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 366

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