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Le distorsioni di memoria e il monitoraggio della fonte: un tentativo di integrazione teorica

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Dizionario di psicologia, alla voce “illusioni” descrive quelle percettive come 
deviazioni soggettivamente esperite dello stimolo mentre “nel caso della memoria 
[per ‘illusione’ s’intende] una falsificazione soggettiva, per mezzo di aggiunte, 
omissioni o sostituzioni, nel richiamo dell’esperienza passata” (Drever, 1952). 
Nonostante quest’ultima definizione abbracci in realtà sia gli errori di omissione 
che quelli di commissione, l’espressione “illusione di memoria” sarà utilizzata di 
seguito per il pregio di porre l’attenzione sulla capacità di queste alterazioni nel 
determinare una falsa credenza riguardo alla realtà soggettiva passata (Heaps, 
Nash, 2001; Johnson, Raye, 2000). 
In questa sede, si deciderà di usare i termini di “illusione” e “distorsione” come 
sinonimi, facendoli coincidere con l’insieme degli errori di commissione descritti 
da Schacter (1999). Si preferirà, comunque, l’uso del termine “distorsione” non 
solo perché meno ambiguo ma anche poiché più vicino al linguaggio comune e 
contemporaneamente più utilizzato nella letteratura specialistica. Inoltre, 
l’espressione “falso ricordo”, essenzialmente un sinonimo di “distorsione” e 
“errore di commissione” (Johnson, Raye, Mitchell, Ankudowich, 2011) sarà 
utilizzato soprattutto a proposito della memoria autobiografica, e quello di “falso 
riconoscimento” in merito agli studi in cui item non presentati in fase di studio 
vengono erroneamente riconosciuti. Il termine “errore” invece sarà utilizzato in 
modo più generico. 
 
1.2 - Cenni storici sullo studio delle distorsioni di memoria 
 
1.2.1 - Due approcci a confronto 
 
Lo studio sistematico degli errori di memoria risale alla seconda metà del XIX 
secolo. Fu, Hermann Ebbinghaus a dare il via ai primi studi sperimentali sulle 
capacità di ritenzione. Egli usava se stesso come soggetto imparando liste di 
sillabe senza senso e verificandone la quantità ricordata a distanza di diversi 
intervalli di tempo. Uno dei motivi dell’importanza del lavoro di Ebbinghaus è 
che diede un fortissimo contributo metodologico alla ricerca empirica sulla
Sitografia automatica

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Informazioni tesi

  Autore: Salvatore Mazzaglia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Psicologia
  Relatore: Antonella D'Amico
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

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Parole chiave

memoria
schemi
monitoraggio della fonte
distorsioni di memoria
cognitivismo
costruttivismo
falsi ricordi

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