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Le frodi carosello come patologia della tassazione analitico-aziendale

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Anteprima della tesi: Le frodi carosello come patologia della tassazione analitico-aziendale, Pagina 5
Dipartimento di Giurisprudenza 
 
 
 
 
 
Doganali e sul Commercio del 1947, Accordo noto con l’acronimo GATT (General 
Agreement on Tariffs and Trade). 
Inoltre, c’è stato, nel corso della storia, un ulteriore elemento che ha sicuramente inciso 
sull’evoluzione del diritto comunitario e sulla creazione di una zona di libero scambio a 
livello europeo, ed è stata l’introduzione della cittadinanza europea, che, come prescrive 
l’art. 21 del TFUE, si aggiunge e non si sostituisce alla cittadinanza nazionale e permette 
a tutti i cittadini europei, che sono tali per il solo fatto di essere cittadini di uno degli Stati 
membri, di circolare e soggiornare liberamente nel territorio dell’Unione; si tratta dunque 
di una libertà che non è più, come in passato, riservata ai soli lavoratori o esercenti attività 
economiche e professionali, bensì a tutti i cittadini comunitari. 
Sappiamo, tuttavia, che, nonostante le riforme citate, l’Unione Europea non è mai riuscita 
a fare quel passo decisivo che le avrebbe permesso di diventare un’Unione non più 
sovranazionale di Stati indipendenti, ma federale di Stati sovrani, come gli Stati Uniti o il 
Brasile. 
Dunque, in ambito tributario, l’IVA aveva lo scopo di colpire esclusivamente il consumo 
finale, neutralizzando i passaggi intermedi tra operatori economici.  
Le frodi ad essa legate sono denominate frodi carosello in quanto, per mezzo di società 
cartiere anche definite missing traders, alcuni fornitori comunitari facevano perno sui noti 
meccanismi, che oggi fungono in parallelo, della detrazione e della non-imponibilità, 
tipici dell’imposta sui consumi, a loro volta pensati per rendere tale tributo neutrale 
rispetto alle operazioni B2B (business to business). Lo scopo è quello di creare detrazioni 
indebite che vanno ad alimentare un circolo vizioso, ove merci e servizi vengono 
scambiati in modo effettivo. 
Per un buon inquadramento del caso che ci occupa, è opportuno, pur sempre, prendere le 
mosse da alcune considerazioni sulla funzione istituzionale di cui la riscossione delle 
imposte, IVA compresa, è espressione. Il Professor Raffaello Lupi ha scritto il suo libro 
di testo intitolandolo Diritto amministrativo dei Tributi, inserendo poi come sottotitolo 
ovvero le imposte si pagano quando qualcuno le impone. La funzione istituzionale 
tributaria, infatti, ha lo scopo di determinare la giusta base di commisurazione 
dell’imposta, ma per un corretto inquadramento della stessa, è necessario partire dalla sua 
matrice amministrativistica. Conosciamo i principi costituzionali che dovrebbero 
ispirarla, a partire dalla nota riserva di legge relativa di cui all’art. 23 Cost., nonché al 
principio della progressività della tassazione di cui è espressione l’art. 53 del testo 
costituzionale, inserito nel Titolo IV, Parte Prima della Legge Fondamentale del 1948, in 
materia di Rapporti Politici. 
La funzione tributaria è tanto importante in quanto proprio dalle imposte proviene la 
maggior parte delle risorse economico-finanziarie che finanziano la spesa pubblica e 
quindi la spesa collettiva. Si tratta della più antica di quelle che sono state definite le 
funzioni giuridiche, ma non giurisdizionali
6
, quindi attribuite a delegati del Monarca 
                                                           
6 Il carattere non giurisdizionale della funzione tributaria, il cui scopo è quello di determinare la giusta base 
di commisurazione delle imposte, dipende dal fatto che si tratta di una funzione pubblica basata su stime per 
ordine di grandezza, ove il ruolo del giudice può semmai essere successivo a quello fondamentale di 
determinazione della base imponibile, in caso di liti tra Pubblica Amministrazione e privati. Al contrario, la 
sopravvalutazione dell’aspetto normativo, inteso come legislazione, sentenza e brani di dottrina, rispetto a 
quello organizzativo ed istituzionale, tipico di una funzione pubblica giuridica ma non giurisdizionale, ha 
avuto delle conseguenze importanti: prima di tutto, la subalternità del diritto rispetto alla politica; alla 
pubblica opinione è stato tolto poi uno strumento normativo e alla stessa politica la stessa osservazione sulle 
molteplici organizzazioni istituzionali; la funzione giurisdizionale ha continuato a prevalere sulle altre,

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Danza
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Raffaello Lupi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

FAQ

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Parole chiave

iva
elusione
evasione fiscale
abuso del diritto
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teoria della tassazione analitico-aziendale
sistema armonizzato iva
imposte sui consumi

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