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Le indagini preliminari: tra ragionevole durata e completezza investigativa

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Anteprima della tesi: Le indagini preliminari: tra ragionevole durata e completezza investigativa, Pagina 7
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Tuttavia, non di rado il legislatore, erroneamente, utilizza i termini per indicare 
situazioni identiche ma, grazie ad una lettura sistematica ed informata ai principi 
generali, “l’improprietà del lessico normativo non incide sull’essenzialità del 
distinguo”
11
. 
Una volta chiarito tale aspetto pregiudiziale è possibile procedere alla lettura 
dell’art. 111, comma 2 Cost., il quale sancisce che “ogni processo si svolge nel 
contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo ed 
imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata”. La seconda parte del 
comma 2, concernente il principio della ragionevole durata, non reitera il 
riferimento alla locuzione “processo” solo al fine di evitare ridondanza, ma 
chiaramente si riferisce ad esso. Alla stregua della precisazione terminologica di 
cui sopra, bisognerebbe prendere atto che la ragionevole durata - almeno 
letteralmente - si riferisce al “processo” e non al “procedimento”.  
Ma allora la fase delle indagini preliminari può svolgersi in tempi non 
ragionevoli? La risposta non può che esser negativa
12
 nella misura in cui, tale lettura 
freddamente e fedelmente ancorata - in modo quasi ortodosso - al dato letterale, 
andrebbe surrettiziamente a ridurre la portata operativa del principio, comportando 
una deprecabile deminutio in termini di garanzia del “giusto processo”.  Il principio 
della ragionevole durata, dunque, è immanente all’intero iter procedimentale e lo 
connota nella sua interezza. Basti pensare, a titolo di conferma, che il dies a quo ai 
fini del decorso del tempo valevole per calcolare il risarcimento derivante da durata 
irragionevole del processo decorre, non già dall’avvenuto esercizio dell’azione 
                                                
11
 Così A. DE CARO, Indagini preliminari, in AA.VV., A.A. DALIA, Il giudizio di primo grado 
(a cura di), Napoli, 1991, p. 225. Per una esaustiva ricostruzione delle imprecisioni terminologiche 
dissipate all’interno del codice di rito si veda A.A. DALIA- M. FERRAIOLI, Manuale di diritto 
processuale penale, Padova, 2018, p. 21. 
12
 Critico alla lettura miope del sostantivo “processo” in riferimento all’art. 111 Cost., è D. 
VICOLI, La “ragionevole durata” delle indagini, Torino, 2012, p. 52, il quale evidenzia che ove il 
principio della ragionevole durata fosse riferito al solo processo, “l’incidenza dei canoni del giusto 
processo risulterebbe limitata ai soli sviluppi che muovono dall’esercizio dell’azione penale; del 
tutto insensibile alla direttiva costituzionale sulla ragionevole durata sarebbe la fase deputata alla 
ricerca degli elementi di prova”.  Nello stesso senso P. FERRUA, La ragionevole durata del processo 
tra Costituzione e Convenzione europea, in Quest. Giust., 2017, 1, p. 109 il quale evidenzia che 
“letteralmente intesa, la formula riguarderebbe, nel settore penale, solo il processo in senso stretto, 
che inizia con l’esercizio dell’azione; ma logicamente la previsione va estesa al processo in senso 
ampio, che include anche gli atti dell’indagine preliminare”.
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Informazioni tesi

  Autore: Costantino Luciano
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luigi Kalb
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 198

FAQ

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Parole chiave

indagini preliminari
termini
ragionevole durata
azione penale
proroga
completezza investigativa

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