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Le politiche della Banca Mondiale sulla povertà nei paesi in via di sviluppo

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Anteprima della tesi: Le politiche della Banca Mondiale sulla povertà nei paesi in via di sviluppo, Pagina 4
8PL = f(x
i
); i = 1,2…n
(PL= linea della povertà)
Una delle linee di povertà relativa più utilizzata, specie nei paesi ricchi è la seguente:
PL = 0,5*Ypc (dove Ypc sta per PIL pro capite)
In questo semplice esempio risulta evidente come la linea della povertà si sposti
continuamente al variare del PIL pro capite, senza però prendere in considerazione se
chi sta sotto una tale soglia viva in condizioni tali da poter essere veramente considerato
povero.
LIMITI E VANTAGGI DELL’APPROCCIO CLASSICO
Tra i vantaggi dell’approccio classico vi è senz’altro la maggiore facilità di costruzione
della linea della povertà e la maggiore presenza di dati relativi al reddito piuttosto che
ad altre variabili sociali (come l’accesso all’acqua potabile, il numero di iscritti a scuola,
ecc…). Un altro aspetto, non molto sottolineato in verità, consiste nella maggiore
velocità con cui il numero di persone che stanno al di sotto della linea della povertà
cambia in risposta, ad esempio, all’attuazione di strategie antipovertà (è senz’altro più
facile che il PIL pro capite di un paese aumenti del 5% in un solo anno che si abbia uno
stesso aumento nell’aspettativa di vita o nel tasso di alfabetizzazione, nello stesso
periodo di tempo). E’ possibile dall’altro lato fare numerose critiche a tale approccio.
Peter Townsend
2
(2002), ad esempio, evidenzia il fatto che una linea della povertà fissa
implica, erroneamente, che la povertà sia invariabile rispetto al reddito. Il fatto che la
povertà sia multidimensionale (ossia la povertà non è solo una questione di reddito ma
anche di diritti, ecc…) è ormai comunemente accettato; conseguentemente a ciò si
stanno sviluppando nuovi metodi di misurazione (vedi Sen nel successivo paragrafo,
l’indice di povertà umana HPI
3
recentemente sviluppato dall’UNDP, l’indice di
sviluppo umano HDI
4
, ecc…). Per quanto riguarda i concetti di povertà assoluta e
2
“World Poverty – New policies to defeat an old enemy”
3
L’indice di povertà umano è un indice composto che misura la povertà in base a 3
dimensioni:
- la longevità, misurata come la probabilità alla nascita di non sopravvivere oltre i
40 anni;
- la conoscenza, misurata in base al tasso di analfabeti in età adulta;
- condizioni di vita decenti, misurate sulla base della percentuale di persone senza
accesso all’acqua e della percentuale di bambini sottopeso.
Questo indice evidenzia quindi la deprivazione sulla base di queste 3 dimensioni
ritenute particolarmente significative. E’ stato recentemente sviluppato un secondo
indice denominato HPI 2 con un maggiore numero di dimensioni ma che considera un
minore livello di deprivazione. In questo lavoro si utilizzerà il solo HPI originario.
4
Lo Human Development Index è un indice composto che misura lo sviluppo umano
considerandone, in particolare, tre dimensioni:
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Le politiche della Banca Mondiale sulla povertà nei paesi in via di sviluppo

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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Battisti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Mario Pianta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

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