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Le politiche della Banca Mondiale sulla povertà nei paesi in via di sviluppo

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Anteprima della tesi: Le politiche della Banca Mondiale sulla povertà nei paesi in via di sviluppo, Pagina 7
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fatto che le varie dimensioni della povertà siano interdipendenti, non ritengo che la
misura della povertà rifletta necessariamente tali collegamenti: 2 persone con lo stesso
reddito, poniamo $ 2 al giorno, potrebbero vivere in condizioni completamente diverse
perché, ad esempio, il primo usufruisce di servizi sanitari e scolastici gratuiti mentre il
secondo deve pagare una tassa per accedervi.
Il primo passo che viene fatto quindi è quello di considerare maggiormente la
diseguaglianza nella distribuzione del reddito, sia tra paesi che all’interno dei paesi
stessi, fino ad arrivare alla distribuzione all’interno di uno stesso nucleo familiare
(molto importante ad esempio perché le donne sono spesso discriminate all’interno delle
famiglie). La questione della disuguaglianza è il punto cardine del lavoro di A. Sen.
IL CONTRIBUTO DI AMARTYA SEN
Il contributo di Sen è fondamentale. Innanzitutto egli critica la misurazione tradizionale
della povertà poiché non considera gli scostamenti tra il reddito dei poveri e la linea
della povertà (ossia il reddito dei poveri sta molto o poco al di sotto della linea della
povertà?) né la distribuzione del reddito tra i poveri. In termini formali ciò significa che
la classica linea della povertà non rispetta i seguenti assiomi:
- assioma di monotonicità (a parità di tutte le altre condizioni, una riduzione del
reddito di una persona che si trova sotto tale soglia deve aumentare la misura
della povertà);
- assioma di trasferimento (a parità di tutte le altre condizioni, un trasferimento di
reddito da una persona che sta sotto la soglia verso qualsiasi altra più ricca, deve
aumentare la misura della povertà).
La soluzione prospettata è quella di considerare, oltre al rapporto H (ossia il rapporto
tra il numero di persone al di sotto della linea della povertà ed il numero totale di
persone), altre 2 variabili:
- la variabile I che misura il divario di reddito medio che separa, in media, il
povero dalla linea della povertà;
- l’indice di Gini come misura della distribuzione del reddito tra i poveri.
Partendo dai suddetti assiomi si arriva alla seguente formula (che dovrebbe appunto
sostituire la misura classica, basata sul solo rapporto H):
P=H[I+(1–I)G]
Purtroppo l’utilizzo in concreto di tale formula è reso difficile dalla mancanza di dati
comparabili, soprattutto per quanto riguarda l’indice di Gini e la variabile I. Comunque
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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Battisti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Mario Pianta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 108

FAQ

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