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Moralità e religione nei cosiddetti "Scritti teologici giovanili" di Hegel

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Anteprima della tesi: Moralità e religione nei cosiddetti "Scritti teologici giovanili" di Hegel, Pagina 11
una totale adesione ad uno Stato puramente teorico, omologo ed uniforme, come 
quello dell’individualismo liberale, che prescinde dai costumi e dall’identità di un 
popolo. Una tale categoria dell’eticità ( Sittlichkeit ) troverà la sua completa e 
definitiva maturazione negli scritti sistematici di Hegel. 
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Essendo la religione adeguata ad assolvere una funzione civile sia nel mantenere 
una coesione nazionale, sia nel contribuire ad incentivare la moralità pubblica, 
per il giovane Hegel essa rimarrà un principio utile e necessario alla promozione e 
alla comprensione del rinnovamento politico e spirituale non solo di un popolo, 
ma dell’umanità intera. E in quest’angolatura, nel suo primo saggio di contenuto 
teologico, il filosofo tedesco non accentuerà l’importanza di una “religione 
puramente razionale” ( come invece farà in Das Leben Jesu ), ma affronterà la 
tematica della religione popolare fondantesi sulla armonia tra ragione e sensibilità 
che si riscontrava, per esempio, nell’antica Grecia e, precisamente, nel contesto 
delle città - stato, avente il vantaggio di essere sia una religione soggettiva perché 
capace di impegnare il cuore e la fantasia di un individuo, e sia una religione 
pubblica che si incarnava nei costumi e nelle istituzioni di un popolo.  Alla base di 
questa riflessione c’è l’idea di comunità organica di individui i quali sono concreta 
mente cittadini e religiosi insieme; e in questa “religione popolare” si realizza la 
“vera libertà” che promuove una sintesi unificatrice di individuo e di comunità, 
senza che l’uno possa prevaricare sull’altra e viceversa. La libertà, altro punto di 
riferimento della speculazione del giovane Hegel, non coincide affatto con la liber 
tà dallo Stato, cavallo di battaglia dell’individualismo liberale, ma va piuttosto 
ravvisata come la possibilità di realizzare la propria volontà nella realtà politica, 
sociale e religiosa della comunità alla quale si appartiene. 
Il cristianesimo si qualifica come una religione della “crisi dello spirito” : tanto è 
vero che ha avuto origine nel periodo ellenistico - romano che era caratterizzato 
da una crisi dei valori tradizionali. Pur avendo carattere di religione soggettiva, si 
qualifica anche come religione privata, in quanto verte su un rapporto personale 
tra il singolo fedele e la divinità; ed è oggettiva perché si traduce in un complesso 
di dogmi e di scritti sacri, dei quali rimane depositaria una cerchia di persone 
separata dal resto dei cittadini. Si tratta di una forma di culto che insiste su 
aspetti di scissione e di divisione. Non si può negare che negli Stati confessionali, 
a partire dal Medioevo fino ai regimi assolutistici del XVIII secolo, il cristianesimo 
corrobora una comunità organica di individui che vivono, però, la loro identità e il 
loro senso comunitario “in modo astratto”, cioè come cittadini e come religiosi 
separatamente. 
Cosa propone allora questo saggio di Hegel intitolato Religione popolare e cristiane 
simo ? 
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Moralità e religione nei cosiddetti "Scritti teologici giovanili" di Hegel

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Cuccaro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Marco Ivaldo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

FAQ

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