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Narrare il disordine: una rappresentazione della follia attraverso i racconti di una mente perduta

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Anteprima della tesi: Narrare il disordine: una rappresentazione della follia attraverso i racconti di una mente perduta, Pagina 13
Lotringer, 2006;
1.1.a Opere di scrittori e scrittrici che hanno trattato il tema della follia 
Dalle opere prescelte sono stati individuati alcuni macro temi che si ritrovano un 
po' in tutta la letteratura in esame e che riproducono, su diversi livelli, quelle che 
erano le reazioni e gli atteggiamenti dell'epoca nei confronti della follia.
Un primo tema che è emerso è quello del «doppio», collegato alla crisi dell'Io e 
allo sdoppiamento dell'identità. L'idea di questa doppia presenza può essere 
percepita come reale (nel Sosia) o come un fantasma (L'Horlà), che in alcuni casi 
può incarnare tutto ciò che il protagonista vorrebbe raggiungere nella vita, ed in 
altri può rappresentare una trasformazione che si insinua nel protagonista fino a 
tramutarlo in qualcos'altro (La metamorfosi). Al tema del doppio segue quello 
della paura, misto ad un'attrazione verso la componente misteriosa della follia. 
Le due pulsioni sono ricollegabili al fatto che, in primis, non esiste chiarezza nella 
definizione e nella classificazione di questo fenomeno. Allo stesso tempo 
quest'ambiguità suscita un sentimento di misteriosa attrazione, e inizialmente la 
follia viene rappresentata ricollegandola alle figure dell'immaginario tradizionale 
composto da diavoli, mostri, streghe, vampiri e fantasmi (Gogol, Poe, 
Maupassant) in un'ottica magico-sacra. Con la nascita della psichiatria, supportata 
inizialmente da teorie positiviste e dalla psicoanalisi, la paura, il rifiuto e la 
creazione di nuova solitudine, dettata dalla necessità di isolamento del fenomeno, 
si uniscono al mistero dando vita a delle opere opere nelle quali la follia, associata 
al concetto di malattia, è usata come categoria per far emergere le contraddizioni 
del reale. Ritroviamo questo tipo di messaggio nei romanzi di Dostoevskij, di Poe, 
della Woolf, di Svevo e di Pirandello. 
Un altro leitmotiv è il tema del tempo. 
Un tempo percepito su due piani differenti, quello interiore dei personaggi e 
quello esteriore, che rappresenta il tempo socialmente condiviso. Quest'ultimo è 
scandito da ritmi regolari che organizzano il disordine delle città e dei suoi 
cittadini. Il tempo interiore, invece, non conosce confini temporali, il presente e il 
passato si intrecciano per poter proiettare il soggetto in un futuro possibile, ed ha 
una durata personale dilatata, o ristretta, dall'individuo stesso. In molti dei 
romanzi presi in esame il tempo, così inteso, appare come un canale di 
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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Landro
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia e Ricerca Sociale
  Relatore: Ada Neiger
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 307

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