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Processi inconsci di elaborazione dell'informazione in un'ottica cognitivista e alcune applicazioni nei mass media e nella pratica clinica

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Anteprima della tesi: Processi inconsci di elaborazione dell'informazione in un'ottica cognitivista e alcune applicazioni nei mass media e nella pratica clinica, Pagina 6
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 Come scriveva George Miller (1962, cit. in Velmans, 2009, 1), “la coscienza è una 
parola consumata da un milione di lingue”. Oggi, dopo 50 anni, poco è cambiato: una 
definizione della coscienza deve essere sufficientemente larga da includere tutti gli esempi 
degli stati coscienti e sufficientemente ristretta da escludere entità, eventi e processi che 
non sono consci. Sfortunatamente, in molti casi le definizioni sono di quando in quando 
troppo strette o troppo larghe, generando di conseguenza confusione. In più, si deve fare i 
conti anche con teorie globali storiche sulla natura della coscienza, la mente e il mondo, 
che sono state incluse nelle definizioni.  
I contenuti della consapevolezza includono tutto quello di cui siamo consapevoli, 
non solo esperienze che solitamente fanno riferimento a noi stessi (come pensieri, 
sentimenti, immagini, sogni, esperienze del corpo), ma anche quelle riferite al mondo 
esterno. 
Velmans (1996, 2) propone una rassegna di alcune concezioni del termine, come 
riportiamo di seguito. 
In alcuni scritti, il termine consapevolezza si sovrappone a quello di mente 
coincidendo con essa, risultandone una definizione troppo larga. In questo caso, il termine 
mente si riferisce a stati psicologici e processi che possono essere consci o meno.  
In altri casi, la consapevolezza è sinonimo di auto-consapevolezza, come una forma 
particolare di consapevolezza “riflessiva” in cui l'oggetto della consapevolezza è il sé o 
qualche aspetto del sé. Siccome si può essere consci di tante altre cose al di fuori di noi 
stessi, questa definizione risulta tropo stretta.  
Il termine è anche utilizzato come stato di veglia (wakefulness). Essere svegli, 
dormendo o in stati come il coma, sicuramente influenza quello che di cui si può essere 
consapevoli. Durante il sonno, si possono avere esperienze visuali o auditive sotto forma di 
sogni, mentre in stato di veglia ci sono tante cose che non si sperimentano. È necessario 
quindi distinguere la consapevolezza in senso di awareness dallo stato di veglia 
(wakefulness) e livelli diversi di arousal, come il sonno, il coma, ecc. 
Dal punto di vista operativo, Baars e McGovern (1996, 67) definiscono i processi 
consci come quegli eventi di cui le persone ritengono di essere consapevoli e che possono
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Informazioni tesi

  Autore: Alina Dohotaru
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Pontificia Università Salesiana
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Psicologia
  Relatore: Cinzia Messana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

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Parole chiave

inconscio
memoria implicita
pubblicità subliminale
apprendimento implicito
percezione subliminale
inconscio cognitivo
percezione implicita
processi di elaborazione dell'informazione

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